Toscana
Trenta fusti di diluenti scaricati sulla Francigena
La strada dei pellegrini sfregiata da incivili che hanno creato una mini discarica. In un altro punto l’ex cantiere della superstrada è diventato rifugio di balordi
SAN MINIATO. Lungo il tracciato che passa da San Miniato e sfiora il territorio fucecchiese, può succedere di imbattersi in abbandoni di rifiuti. E si tratta di cartoline non belle, per chi attraversa la Francigena. La discarica più evidente ed eclatante si trova dietro la fattoria di Scaletta (zona Roffia), dove qualche incivile ha scaricato una trentina di fusti di diluenti, che ad esempio nella lavorazione della pelle vengono utilizzati per fissare la vernice, in alternativa all’acqua. Materiali di non semplice smaltimento, che possono causare danni a cose, animali e persone. Fusti che sono accanto al percorso che ogni giorno, specie in primavera ed estate, viene fatto con fatica da tanti pellegrini, che si cimentano nello storico cammino medioevale che dalla Francia portava a Roma.
I fusti in primo piano, che sono abbandonati in un fossato, sono vuoti, quelli sotto non è chiaro. Fatto che sta che si portano dietro quantomeno residui di quello che contenevano: diluenti alla nitro, infiammabili e nocivi sia se respirati sia se nel caso venissero a contatto con la pelle (e da maneggiare con apposite protezioni, da personale qualificato). Non una bella immagine, per una strada che ha un valore storico-religioso ineguagliabile nel mondo. E una macchia lungo un percorso che in certe zone – anche del sanminiatese – è veramente suggestivo da affrontare. I fusti sono abbandonati in gran parte in un unico punto, anche se qualcuno si trova pure qualche metro più avanti, a “marcare il territorio” nella maniera peggiore. Poco più in là, inoltre, c’è anche quel che resta di un impianto di areazione, ventola compresa. Chi ha abbandonato i fusti lo ha fatto con un camion o comunque con un mezzo a motore, vista la quantità. Non ci sono catene, per cui salire sulla Francigena con un veicolo è semplicissimo.
Un altro punto della Francigena funestato da abbandoni e degrado è quello recentemente interessato da un vasto incendio, a lato di via Capponi. Qui persistono i resti di quello che fu il cantiere della superstrada e che oggi è diventato un rifugio per disperati e balordi. Ci sono anche lastre di eternit, proprio lì dove il fuoco ha colpito con forza. E poi sporcizia, fra edifici che rischiano di crollare, a due passi da San Miniato Basso.
La Francigena è un fiore all’occhiello della Toscana tutta e non è pensabile sorvegliarla e controllarla lungo tutta la sua estensione. Resta difficile accettare che, se da una parte persone intraprendono un cammino lungo e affascinante nelle campagne toscane, c’è qualcun’altro che decide di rovinarne l’immagine e il decoro, oltre che causare potenziali problemi ambientali.
Dulcis in fundo via Candiano, che costeggia la ferrovia (ma che non è sulla Francigena): qui sembra essersi sbizzarrito un elettricista, visto che a terra c’è tutta una serie di materiali impiegati nei lavori elettrici.
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