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Lo sfogo di Paternesi «Il mio Cascina dei tempi d’oro»

Lo sfogo di Paternesi «Il mio Cascina dei tempi d’oro»

CASCINA. «Sento girare troppi discorsi che non mi piacciono sul Cascina Calcio e sulle vecchie dirigenze, che invece sono quelle che hanno reso grande quella squadra». Si toglie qualche sassolino...

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CASCINA. «Sento girare troppi discorsi che non mi piacciono sul Cascina Calcio e sulle vecchie dirigenze, che invece sono quelle che hanno reso grande quella squadra». Si toglie qualche sassolino dalle scarpe l'ex direttore generale del Cascina Calcio Franco Paternesi, in merito a quelli che definisce «malumori» e «dicerie» attorno alla squadra nerazzurra impegnata nel campionato di Promozione.

«Qualcuno cerca forse di mettere in ombra la gestione della squadra nel passato – racconta l'ex dirigente, uscito ormai sette anni fa – La storia della squadra nell’ultimo quarto di secolo è una storia piena di impegno e passione, che ha portato al professionismo una miriade di ragazzi e tecnici che hanno cominciato con noi, prima e durante la serie D. Parlo di Amoroso, Bruzzone, Pacciardi, Viviani, Macelloni, Bellini, Galbiati, Ruiz, Lotti, Baroni, Balestri, Simonetti, Mancini, Checchi, Salvetti, Premoli ed altri. Ne potrei citare molti, tutti finiti fra le file della C e della B».

«Anche fra gli allenatori tanti hanno fatto carriera proprio in quegli anni – continua – Penso a Maneshi, Marinai, Hemmy, Masi, De Petrillo, Bianconi, Cerasa, Roventini e Noccioli, persone che hanno dato il loro contributo in quegli anni, dei quattro campionati di prima categoria e su su, mentre anche le giovanili ci davano tante soddisfazioni, tra i vice campioni d'Italia Juniores ed i vertici delle varie categorie. Anni in cui gli scatti, se si facevano, si facevano sul campo, senza fusioni con altre società o acquisto titoli: nei momenti difficili si ripartiva da capo e abbiamo sempre trovato persone che ci hanno aiutato e tenevano alla squadra, anche grazie alla guida del grande presidente Giuseppe Mancini. Mentre con noi crescevano personaggi come Stefano Tognozzi, osservatore per la serie A, ed il figlio Matteo che segue la Juventus. Credo che tutto questo vada riconosciuto».

Paternesi parla anche del vecchio progetto di Cittadella dello Sport in via del Fosso Vecchio: «Dotare un solo luogo di impianti sportivi, un albergo per accogliere le squadre, un palazzetto creerebbe un sito molto appetitoso per il settore. Non ci sarebbero molte cose del genere in provincia di Pisa». (n.d.m.)



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