Sicurezza
Cr San Miniato, a giorni l’offerta francese
Crédit Agricole Italia punta a chiudere l’operazione, ma è incerto il futuro del marchio Carismi
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SAN MINIATO. Giornate decisive per il futuro della Cassa di Risparmio di San Miniato Spa. A breve Crédit Agricole Italia dovrebbe presentare l’offerta vincolante per l’acquisizione della banca presieduta dal commercialista Alessandro Bandini, offerta che riguarda anche le Casse di Rimini e Cesena.
Intanto per domani è attesa sul tavolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi la lettera con cui il Fondo Atlante 2 si impegna a prendere parte alla maxi cartolarizzazione degli Npl (crediti deteriorati).
C’è infine un altro aspetto di cui finora si è parlato poco, ma che sta assumendo importanza, stando almeno a quello che ha pubblicato Toscana24: ovvero la sorte del marchio Carismi.
Crédit Agricole ha deciso di condurre un’indagine di mercato da cui dipenderà la scelta di tenere in vita il marchio storico dell’istituto di San Miniato, oppure cancellarlo a vantaggio dell’altro brand italiano del gruppo francese (Cariparma), che così rafforzerebbe la sua presenza nella nostra regione. Certo, l’eventuale cancellazione del marchio sarebbe un duro colpo per un territorio, in particolare per la zona del Cuoio, dove la Carismi è un pezzo di storia ed economia molto importante.
Intanto ieri Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, sindacato dei bancari, ha lanciato un appello: «Chiediamo a Bankitalia e soprattutto al ministero dell’Economia di accelerare le procedure per consentire a Cariparma Crédit Agricole la messa in sicurezza delle Casse di Rimini, Cesena e San Miniato al fine di evitare la liquidazione delle tre banche, che produrrebbe un costo per il sistema bancario italiano pari ai 2, 5/2, 7 miliardi di euro, e di scongiurare un danno alla clientela e ai lavoratori degli istituti interessati. È indispensabile fare presto perché entro il 30 di questo mese bisogna trovare una soluzione che coinvolga tutti gli attori, compreso Fondo Atlante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Intanto per domani è attesa sul tavolo del Fondo interbancario di tutela dei depositi la lettera con cui il Fondo Atlante 2 si impegna a prendere parte alla maxi cartolarizzazione degli Npl (crediti deteriorati).
C’è infine un altro aspetto di cui finora si è parlato poco, ma che sta assumendo importanza, stando almeno a quello che ha pubblicato Toscana24: ovvero la sorte del marchio Carismi.
Crédit Agricole ha deciso di condurre un’indagine di mercato da cui dipenderà la scelta di tenere in vita il marchio storico dell’istituto di San Miniato, oppure cancellarlo a vantaggio dell’altro brand italiano del gruppo francese (Cariparma), che così rafforzerebbe la sua presenza nella nostra regione. Certo, l’eventuale cancellazione del marchio sarebbe un duro colpo per un territorio, in particolare per la zona del Cuoio, dove la Carismi è un pezzo di storia ed economia molto importante.
Intanto ieri Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, sindacato dei bancari, ha lanciato un appello: «Chiediamo a Bankitalia e soprattutto al ministero dell’Economia di accelerare le procedure per consentire a Cariparma Crédit Agricole la messa in sicurezza delle Casse di Rimini, Cesena e San Miniato al fine di evitare la liquidazione delle tre banche, che produrrebbe un costo per il sistema bancario italiano pari ai 2, 5/2, 7 miliardi di euro, e di scongiurare un danno alla clientela e ai lavoratori degli istituti interessati. È indispensabile fare presto perché entro il 30 di questo mese bisogna trovare una soluzione che coinvolga tutti gli attori, compreso Fondo Atlante».
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