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La Patrie, la conceria col verde e il laghetto, una nuova eccellenza

La Patrie, la conceria col verde e il laghetto, una nuova eccellenza

La struttura inaugurata a Ponte a Egola: l’imprenditore Benny Cenac lancia l’invito a visitarla ad Andrea Bocelli  

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PONTE A EGOLA. «Portiamo Andrea Bocelli in conceria». Chissà che non possa diventare realtà la provocazione accattivante che Benny Cenac, il conciatore arrivato dall’America, ha lanciato al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Una battuta, ma anche un sogno, per celebrare e simboleggiare una nuova frontiera del made in Italy, quella rappresentata dalla nuova conceria La Patrie di Ponte a Egola.

Un taglio del nastro in grande stile quello organizzato in via Curiel, fra l’immobile dell’azienda e il grande spazio verde di fronte alla rotatoria di via Pruneta. Un luogo recuperato, trasformato con tanto di stagno e ninfee a pelo d’acqua. Di fronte una grande parete a specchio dove verde e cielo si riflettono, a simboleggiare un’attività che vuol fare della sostenibilità e dell’attenzione al territorio il tratto distintivo.

Il colpo d’occhio, del resto, è di quelli che colpisce, tanto di essere già il nuovo biglietto da visita di Ponte a Egola per chi arriva dalla FiPiLi. È il risultato di un progetto ambizioso partito alcuni anni fa, sostenuto dell’imprenditore statunitense Benny Cenac con altri quattro soci del territorio: Leonardo Traversi (amministratore delegato de La Patrie), Adriano Paoli, Luca Doni e Giuseppe Garone. Attiva dal maggio 2016, la conceria si caratterizza per la lavorazione e commercializzazione di pelli esotiche: coccodrilli, alligatori e struzzi, conciati senza cromo e rifiniti principalmente senza solventi; 25mila le pelli lavorate solo nella seconda metà del 2016. Oltre 10 i milioni di euro investiti nella nuova struttura, tenuta a battesimo dal sindaco Vittorio Gabbanini, del presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e del presidente del Consorzio conciatori Michele Matteoli. «Penso che questa sia una delle concerie più moderne d’Europa – ha commentato Gabbanini – che conferma il ruolo di Ponte a Egola eccellenza nel mondo. Grazie a nome della popolazione per un intervento così prezioso per il territorio».

«Su 1254 imprese conciarie in Italia – ha aggiunto Giani – ben 600 sono nel distretto del Cuoio: una leadership che si arricchisce grazie a un investimento come questo». (g.p.)

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