Sicurezza
Il prefetto: sui migranti vanno rispettate le quote
Visconti ricorda ai sindaci gli impegni sottoscritti con l’Associazione dei Comuni Affrontati anche altri temi: dal futuro del liceo Marconi ai problemi del lavoro
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SAN MINIATO. «Le quote Anci in fatto di migranti vanno rispettate».
Le parole del prefetto di Pisa, Attilio Visconti, non hanno lasciato molto dubbi. San Miniato finora ha accolto stranieri, ma in numero nettamente inferiore a quelli stabiliti dalle quote Anci. In teoria ne potrebbe accogliere altri 75. E la prefettura non può che ricordare a cittadini e amministratori che, in mancanza di proposte e soluzioni mirate all’accoglienza diffusa, per piccoli nuclei, saranno percorse altre strade, quella dei bandi pubblici che portano interessi imprenditoriali in un settore così complesso.
Uno dei grandi temi dell’incontro del prefetto di Pisa, Attilio Visconti, con il sindaco, Vittorio Gabbanini, gli amministratori e gli imprenditori di San Miniato e con rappresentanti del mondo della scuola e delle associazioni, è stato quello dei migranti, oltre alle questioni della scuola – in particolare del liceo scientifico Marconi –, del settore conciario e del turismo.
Sul tema dell’immigrazione, che suscita divisioni e proteste non solo nella leghista Cascina, come hanno dimostrato i recenti casi di Ponsacco e San Romano, il prefetto ha fatto il punto del lavoro della prefettura. E ha ribadito, dopo lettere ai sindaci e incontri al palazzo del governo a Pisa, l’assoluta necessità di una risposta corale da parte del territorio, «unica via per affrontare una questione epocale». Gli sbarchi «continuano e le quote devono essere rispettate. Non posso andare via senza accennare a questa situazione», ha concluso il prefetto davanti anche a rappresentanti delle forze dell’ordine, del mondo bancario e della Curia.
«Lavoriamo con le Società della Salute e la Croce Rossa, abbiamo solo strumenti ordinari per gestire l’emergenza, quindi bandi e manifestazioni di interesse. Ora registriamo un paradosso: la Provincia ha superato la quota Anci, ma ci sono comuni che hanno migranti in numero largamente superiore alla loro quota. San Miniato è sotto. Stiamo lavorando per riequilibrare questa disparità, i sindaci sono stati informati, bandi e manifestazioni di interesse varranno come preavviso».
Visconti ha poi spiegato che in alcuni casi gli alloggi possono diventare sovraffollati: «Sono scelte coraggiose che facciamo sotto la nostra responsabilità, sono scelte umanitarie, spesso non abbiamo altre soluzioni e non possiamo lasciare i migranti per la strada».
In questo contesto, nel vuoto delle possibili soluzioni, è più facile che gli appetiti degli imprenditori-gestori si facciano avanti. Da alcuni giorni è al lavoro anche una task force, costituita su input della prefettura, per fare i controlli, nelle strutture superiori a 20 unità. Saranno passati ai raggi X contabilità, rapporti di lavoro, rispetto delle convenzioni per la gestione.
Gabbanini, senza però voler dire quali sono le soluzioni a cui il Comune sta lavorando, ha precisato che in Italia ci sono migliaia di Comuni senza profughi: «Noi abbiamo fatto la nostra parte, non vogliamo speculatori, vogliamo essere informati, partecipare, stiamo ultimando e mettendo a disposizione due strutture, l’accoglienza va gestita. La vogliamo gestire noi. A volte si cercano soluzioni che non danno una gestione corretta e noi questo vogliamo evitarlo».
L’incontro è stato organizzato per approfondire la conoscenza della cittadina e delle sue attività. Ma soprattutto per continuare a fornire, come nel caso del liceo Marconi, risposte «in collaborazione con il sindaco e con tutte le componenti sia istituzionali che del tessuto imprenditoriale, bancario, sociale e culturale della comunità cittadina», è stato detto. (s. c.)
Le parole del prefetto di Pisa, Attilio Visconti, non hanno lasciato molto dubbi. San Miniato finora ha accolto stranieri, ma in numero nettamente inferiore a quelli stabiliti dalle quote Anci. In teoria ne potrebbe accogliere altri 75. E la prefettura non può che ricordare a cittadini e amministratori che, in mancanza di proposte e soluzioni mirate all’accoglienza diffusa, per piccoli nuclei, saranno percorse altre strade, quella dei bandi pubblici che portano interessi imprenditoriali in un settore così complesso.
Uno dei grandi temi dell’incontro del prefetto di Pisa, Attilio Visconti, con il sindaco, Vittorio Gabbanini, gli amministratori e gli imprenditori di San Miniato e con rappresentanti del mondo della scuola e delle associazioni, è stato quello dei migranti, oltre alle questioni della scuola – in particolare del liceo scientifico Marconi –, del settore conciario e del turismo.
Sul tema dell’immigrazione, che suscita divisioni e proteste non solo nella leghista Cascina, come hanno dimostrato i recenti casi di Ponsacco e San Romano, il prefetto ha fatto il punto del lavoro della prefettura. E ha ribadito, dopo lettere ai sindaci e incontri al palazzo del governo a Pisa, l’assoluta necessità di una risposta corale da parte del territorio, «unica via per affrontare una questione epocale». Gli sbarchi «continuano e le quote devono essere rispettate. Non posso andare via senza accennare a questa situazione», ha concluso il prefetto davanti anche a rappresentanti delle forze dell’ordine, del mondo bancario e della Curia.
«Lavoriamo con le Società della Salute e la Croce Rossa, abbiamo solo strumenti ordinari per gestire l’emergenza, quindi bandi e manifestazioni di interesse. Ora registriamo un paradosso: la Provincia ha superato la quota Anci, ma ci sono comuni che hanno migranti in numero largamente superiore alla loro quota. San Miniato è sotto. Stiamo lavorando per riequilibrare questa disparità, i sindaci sono stati informati, bandi e manifestazioni di interesse varranno come preavviso».
Visconti ha poi spiegato che in alcuni casi gli alloggi possono diventare sovraffollati: «Sono scelte coraggiose che facciamo sotto la nostra responsabilità, sono scelte umanitarie, spesso non abbiamo altre soluzioni e non possiamo lasciare i migranti per la strada».
In questo contesto, nel vuoto delle possibili soluzioni, è più facile che gli appetiti degli imprenditori-gestori si facciano avanti. Da alcuni giorni è al lavoro anche una task force, costituita su input della prefettura, per fare i controlli, nelle strutture superiori a 20 unità. Saranno passati ai raggi X contabilità, rapporti di lavoro, rispetto delle convenzioni per la gestione.
Gabbanini, senza però voler dire quali sono le soluzioni a cui il Comune sta lavorando, ha precisato che in Italia ci sono migliaia di Comuni senza profughi: «Noi abbiamo fatto la nostra parte, non vogliamo speculatori, vogliamo essere informati, partecipare, stiamo ultimando e mettendo a disposizione due strutture, l’accoglienza va gestita. La vogliamo gestire noi. A volte si cercano soluzioni che non danno una gestione corretta e noi questo vogliamo evitarlo».
L’incontro è stato organizzato per approfondire la conoscenza della cittadina e delle sue attività. Ma soprattutto per continuare a fornire, come nel caso del liceo Marconi, risposte «in collaborazione con il sindaco e con tutte le componenti sia istituzionali che del tessuto imprenditoriale, bancario, sociale e culturale della comunità cittadina», è stato detto. (s. c.)
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