Sicurezza
la protesta dei cittadini raccolta dal movimento cinque stelle
Degrado e prostituzione alla stazione di S. Romano
SAN ROMANO. Un consiglio comunale aperto, per affrontare con i cittadini la situazione della stazione di San Romano, dove da tempo i residenti lamentano problemi di degrado e prostituzione. I...
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SAN ROMANO. Un consiglio comunale aperto, per affrontare con i cittadini la situazione della stazione di San Romano, dove da tempo i residenti lamentano problemi di degrado e prostituzione. I consiglieri Cinque Stelle hanno raccolto la sfida e le critiche arrivate dagli abitanti, decisi a portare la questione sui banchi del consiglio a settembre.
È uno degli obiettivi usciti dall’incontro di martedì sera nei locali dell’Hotel Stazione, proprio di fronte allo scalo ferroviario montopolese. Una trentina le persone presenti, che hanno lamentato problemi di spaccio e prostituzione soprattutto nelle ore serali, nelle aree antistanti alla stazione e nel sottopasso, contestando anche alle stesse opposizioni una carenza di attenzione verso la più grande e popolosa delle frazioni di Montopoli.
Da qui la richiesta di soluzioni a breve termine per dare più decoro e una maggiore percezione di sicurezza, nonostante l’annunciato arrivo delle telecamere sulle quali si respira non troppa fiducia.
«Più che altro abbiamo ascoltato i disagi e le proposte dei residenti – spiega il capogruppo Luca Potì – prendendoci anche qualche critica. Abbiamo percepito soprattutto la voglia di soluzioni immediate, a cominciare magari da una migliore illuminazione e da maggiori controlli. Da parte nostra ci siamo presi l’impegno di richiedere un consiglio comunale aperto, da svolgere magari nel mese di settembre: per farlo serve la richiesta di almeno cinque consiglieri».
Nel mirino delle critiche è finita anche la locale Consulta di frazione, la cui ultima assemblea risale ormai a diversi mesi fa. Tra i temi caldi, poi, c’è quello dell’integrazione, legato al recente arrivo di 24 profughi che la cooperativa Multicons sta ospitando in un immobile lungo la Tosco Romagnola. «Su questo è intervenuta una persona che lavora in una cooperativa che fa accoglienza – aggiunge Potì – suggerendoci di coinvolgere la Società della Salute per approfondire l’argomento». (g. p.)
È uno degli obiettivi usciti dall’incontro di martedì sera nei locali dell’Hotel Stazione, proprio di fronte allo scalo ferroviario montopolese. Una trentina le persone presenti, che hanno lamentato problemi di spaccio e prostituzione soprattutto nelle ore serali, nelle aree antistanti alla stazione e nel sottopasso, contestando anche alle stesse opposizioni una carenza di attenzione verso la più grande e popolosa delle frazioni di Montopoli.
Da qui la richiesta di soluzioni a breve termine per dare più decoro e una maggiore percezione di sicurezza, nonostante l’annunciato arrivo delle telecamere sulle quali si respira non troppa fiducia.
«Più che altro abbiamo ascoltato i disagi e le proposte dei residenti – spiega il capogruppo Luca Potì – prendendoci anche qualche critica. Abbiamo percepito soprattutto la voglia di soluzioni immediate, a cominciare magari da una migliore illuminazione e da maggiori controlli. Da parte nostra ci siamo presi l’impegno di richiedere un consiglio comunale aperto, da svolgere magari nel mese di settembre: per farlo serve la richiesta di almeno cinque consiglieri».
Nel mirino delle critiche è finita anche la locale Consulta di frazione, la cui ultima assemblea risale ormai a diversi mesi fa. Tra i temi caldi, poi, c’è quello dell’integrazione, legato al recente arrivo di 24 profughi che la cooperativa Multicons sta ospitando in un immobile lungo la Tosco Romagnola. «Su questo è intervenuta una persona che lavora in una cooperativa che fa accoglienza – aggiunge Potì – suggerendoci di coinvolgere la Società della Salute per approfondire l’argomento». (g. p.)
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