Attenzione
Arrestato per la rapina con pestaggio sul litorale
Un 19enne portato in carcere dai carabinieri a tre settimane dall’aggressione La vittima dell’assalto: «Spero di non incontrare più questa persona»
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VOLTERRA. Un’aggressione violenta. E gratuita per l’obiettivo da raggiungere.
Un assalto nelle prime ore del mattino per portare un via cellulare e i soldi nel portafogli a un passante all’esterno di un locale di Marina.
Per quell’episodio - raccontato dal Tirreno il 7 luglio - i carabinieri hanno arrestato Giafar Bassit, 19 anni, marocchino, domiciliato a Pisa, con vari inciampi nel codice penale.
L’hanno arrestato ieri mattina in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dalla Procura dal gip del Tribunale.
Il provvedimento è arrivato dopo un’indagine rapida dei militari della stazione di Marina di Pisa che, sulla base delle indicazioni fornite dal rapinato, hanno circoscritto in un perimetro ristretto i potenziali responsabili. Fino ad avere la certezza che l’autore fosse Bassit che ieri è entrato al Don Bosco.
Federico Fossi, 35 anni, pisano, residente a Volterra, aggredito e malmenato, dopo l’incontro con il marocchino è finito in ospedale con la rottura del setto nasale, due costole lussate, un trauma cranico e vari lividi.
Ieri ha commentato su Fb: «Dopo che è stato condotto in carcere che cosa gli verrà fatto? Rimpatriato? Espulso? Boh. Staremo a vedere. Spero di non rincontrare questo soggetto»!
Aveva passato la serata in un locale della litoranea, dopo una giornata di lavoro a Volterra, quando intorno alle 4 è stato assalito da uno sconosciuto mentre si stava dirigendo verso il suo furgone.
Calci e pugni fino a farlo cadere per poi prendergli il cellulare e i soldi che aveva nel portafogli. Un attacco di una violenza esagerata.
«Con fare minaccioso ha cominciato a urlare “Vieni qui. Vieni qui”. Ho cercato di scappare, ma mi ha raggiunto e mi ha fatto cadere in terra. A quel punto ha iniziato a colpirmi con pugni e calci e poi mi ha rubato il cellulare e i soldi che avevo nel portafoglio» aveva raccontato al nostro giornale Fossi con i segni dell’aggressione sul volto.
La denuncia di Fossi non è rimasta in un cassetto.
Nel giro di tre settimane quello che per il passato, e per come si è mosso anche nel presente, viene definito dagli inquirenti un balordo di strada, è stato rintracciato e portato in carcere.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un assalto nelle prime ore del mattino per portare un via cellulare e i soldi nel portafogli a un passante all’esterno di un locale di Marina.
Per quell’episodio - raccontato dal Tirreno il 7 luglio - i carabinieri hanno arrestato Giafar Bassit, 19 anni, marocchino, domiciliato a Pisa, con vari inciampi nel codice penale.
L’hanno arrestato ieri mattina in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dalla Procura dal gip del Tribunale.
Il provvedimento è arrivato dopo un’indagine rapida dei militari della stazione di Marina di Pisa che, sulla base delle indicazioni fornite dal rapinato, hanno circoscritto in un perimetro ristretto i potenziali responsabili. Fino ad avere la certezza che l’autore fosse Bassit che ieri è entrato al Don Bosco.
Federico Fossi, 35 anni, pisano, residente a Volterra, aggredito e malmenato, dopo l’incontro con il marocchino è finito in ospedale con la rottura del setto nasale, due costole lussate, un trauma cranico e vari lividi.
Ieri ha commentato su Fb: «Dopo che è stato condotto in carcere che cosa gli verrà fatto? Rimpatriato? Espulso? Boh. Staremo a vedere. Spero di non rincontrare questo soggetto»!
Aveva passato la serata in un locale della litoranea, dopo una giornata di lavoro a Volterra, quando intorno alle 4 è stato assalito da uno sconosciuto mentre si stava dirigendo verso il suo furgone.
Calci e pugni fino a farlo cadere per poi prendergli il cellulare e i soldi che aveva nel portafogli. Un attacco di una violenza esagerata.
«Con fare minaccioso ha cominciato a urlare “Vieni qui. Vieni qui”. Ho cercato di scappare, ma mi ha raggiunto e mi ha fatto cadere in terra. A quel punto ha iniziato a colpirmi con pugni e calci e poi mi ha rubato il cellulare e i soldi che avevo nel portafoglio» aveva raccontato al nostro giornale Fossi con i segni dell’aggressione sul volto.
La denuncia di Fossi non è rimasta in un cassetto.
Nel giro di tre settimane quello che per il passato, e per come si è mosso anche nel presente, viene definito dagli inquirenti un balordo di strada, è stato rintracciato e portato in carcere.
Pietro Barghigiani
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