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Don Milani, così il Dramma fa rivivere il prete scomodo

Don Milani, così il Dramma fa rivivere il prete scomodo

Da domani al 26 luglio nella Chiesa di San Francesco “Vangelo secondo Lorenzo” un testo uscito dalla penna di Laura Perini e Leo Muscato. In scena anche bambini

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SAN MINIATO. Il Dramma Popolare si appresta a portare sulla scena di San Miniato “Vangelo secondo Lorenzo” (da domani al 26 luglio nella chiesa di San Francesco alle 21.15). Un testo importante e una scelta carica di significati quella del Teatro del Cielo di San Miniato che celebra don Lorenzo Milani, il prete maestro, a cinquant’anni dalla morte: una figura straordinaria che ha saputo interpretare profondamente il ruolo di sacerdote anche scontrandosi con la Chiesa.

Le scelte di don Milani fecero discutere fin dai primi sette anni come cappellano a Calenzano, nel dopoguerra: in parrocchia avviò una scuola popolare per giovani operai e contadini, convinto che non si potesse portar la parola di Cristo a chi non sa neanche leggere e scrivere: «Pretendere di evangelizzare degli ignoranti è commettere reato di plagio della credulità popolare».

La scuola era aperta a tutti: parrocchiani e comunisti, atei e credenti, nessuno escluso. L’idea è fornire loro, prima d’ogni altra cosa, l’istruzione civile e la coscienza dei propri diritti. Prete scomodo, uomo coraggioso, religioso dalla fede profonda, grande innovatore: don Milani fu questo e molto altro.

La sua storia diventa dramma popolare a San Miniato dove si rinnova una storia antica grazie a questo testo che è uscito dalla penna di Laura Perini e Leo Muscato (che ne cura anche la regia). Perini e Muscato hanno iniziato a documentarsi sulla vicenda umana, sociale e spirituale di don Milani tre anni fa. Muscato è stato anche a Barbiana per intervistare ex allievi e raccogliere racconti e testimonianze dirette, oltre a essersi documentato attraverso lettere e i libri scritti da lui e su di lui. Il viaggio nel mondo di don Milani prova a divulgare al grande pubblico la preziosa rarità d’un pensiero vibrante e radicale.

Nei due atti verrà ripercorsa la Vita da Cappellano a Calenzano e la Vita da Priore a Barbiana di Vicchio per ricostruire le vicende salienti della vita del prete-maestro e di quanti gli furono accanto ripercorrendo le fondamentali tappe di quella vicenda umana, sociale e spirituale.

Omaggio a don Milani, quindi, che fu il profeta della parola intesa nei suoi significati umano e biblico-teologico. E che seppe cogliere la parola nella sua potenza creativa, la sua capacità di piegare, trasformare, costruire: la parola che fa essere uomo.

Lo spettacolo è parte di un ampio progetto celebrativo promosso dalla Regione Toscana ed è frutto della coproduzione tra Associazione Arca Azzurra Teatro, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Istituto Dramma Popolare.

Nel ruolo di don Milani c’è il bravo Alex Cendron. Nel cast diretto da Leo Muscato: (in ordine alfabetico) Alessandro Baldinotti, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Nicola Di Chio, Silvia Frasson, Dimitri Frosali, Fabio Mascagni, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Beniamino Zannoni e con (in ordine alfabetico) Giovanni Carrara, Pietro Carrara, Corrado Casalini, Duccio Casalini, Giulio Elefante, Mattia Mazzoni, Ilaria Pascale, Greta Sabatino nel ruolo degli allievi della scuola di Barbiana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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