La manifestazione
pontedera
Tentata rapina, udienza rinviata
Accusato del reato ai danni di un fotografo il fidanzato di una minore
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PONTEDERA . È stata rinviata al 14 dicembre davanti al gup l’udienza preliminare per fare luce su un fatto avvenuto a Pontedera, l’inverno scorso. Una tentata rapina ai danni di un sedicente fotografo che aveva ingaggiato una minorenne e il fidanzato per fare delle foto. I due giovani però ci avevano ripensato e lo avevano aggredito.
Un fatto che ebbe come scenario l’area dietro il duomo di Pontedera, mentre i tre erano in auto.
Ma dietro la storia dell’aggressione e della tentata rapina (di cui è accusato solo il fidanzato) ai danni di un fotografo di 37 anni arrivato da Salerno a Pontedera con l’idea di immortalare una minorenne, intenzionata a posare nuda davanti all’obiettivo, ci potrebbe essere qualcosa di più complesso.
Tant’è che, a distanza di mesi - il fatto è del febbraio scorso - era emerso che i genitori della minorenne avevano presentato una querela contro il fotografo in cui lo accusavano, sulla base del racconto della figlia, di una serie di gravi reati che vanno dalla violenza sessuale nei confronti di una minore, di prostituzione minorile, lesioni volontarie e sostituzione di persona.
I fatti sono stati ricostruiti anche attraverso i testi dei messaggi che la ragazza si era scambiata con il 37enne di Salerno utilizzando la diffusissima applicazione per smartphone WhatsApp, trovati sul telefono della ragazza arrestata insieme al fidanzato. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un fatto che ebbe come scenario l’area dietro il duomo di Pontedera, mentre i tre erano in auto.
Ma dietro la storia dell’aggressione e della tentata rapina (di cui è accusato solo il fidanzato) ai danni di un fotografo di 37 anni arrivato da Salerno a Pontedera con l’idea di immortalare una minorenne, intenzionata a posare nuda davanti all’obiettivo, ci potrebbe essere qualcosa di più complesso.
Tant’è che, a distanza di mesi - il fatto è del febbraio scorso - era emerso che i genitori della minorenne avevano presentato una querela contro il fotografo in cui lo accusavano, sulla base del racconto della figlia, di una serie di gravi reati che vanno dalla violenza sessuale nei confronti di una minore, di prostituzione minorile, lesioni volontarie e sostituzione di persona.
I fatti sono stati ricostruiti anche attraverso i testi dei messaggi che la ragazza si era scambiata con il 37enne di Salerno utilizzando la diffusissima applicazione per smartphone WhatsApp, trovati sul telefono della ragazza arrestata insieme al fidanzato. (s.c.)
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