Sicurezza
«Scaricare Parrini? Conto fino a 10»
Ceccardi: ci parlerò ma mi ha tradita. Lui: dà priorità ai rom e non ai ponti a rischio
3 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Sa che rischia di aprirsi una crepa, che un piccolo strappo può generare una voragine. Per questo Susanna Ceccardi ha deciso di darsi tempo. La leonessa non ruggirà contro chi crede l’abbia tradita. Certo le prospettive per il vicesindaco autosospeso non sono rosee. «Con Michele c’era un rapporto di fiducia e amicizia - dice la sindaca - non mi sarei mai aspettata da lui che gestisse tutta la vicenda su Facebook».
Per lei, la sindaca cascinese diventata la migliore allieva di Matteo Salvini e uno dei simboli del trumpismo italiano proprio a suon di post e provocazioni social, il social potrebbe rivelarsi una nemesi, una specie di contrappasso politico. «Prima di decidere sulle sorti della giunta farò sbollire l’arrabbiatura, prima conterò fino a dieci poi vorrei riparlarci, capire che iontenzioni ha». E saranno dieci giorni non secondi, segno che fra sindaca e il suo braccio destro Michele Parrini qualcosa si è rotto davvero. Chi l’ha vista ieri prima durante e dopo la riunione di giunta la racconta ancora imbufalita, non solo perché la prima cittadina leghista si trova ancora con un vicesindaco autosospeso in un momento in cui la sua carriera stava decollando (è da poco stata nominata vicesegretaria regionale del Carroccio e le sue ospitate in tv le danno un’audience seconda solo a quella del capo), ma anche perché quel vulnus politico si apre proprio mentre alcune delle “promesse” con cui la ruspista della Lega ha espugnato Cascina al Pd stanno andando a pallino. In fondo le proteste dei migranti alla Tinaia arrivano giusto in tempo a dimostrare i deficit di una struttura per cui più volte ha chiesto la chiusura; si vedono, poi, i primi risultati riorganizzazione della polizia municipale. Terremotata da mesi di mobilitazione dei dipendenti, ora sfoggia quasi ogni giorno blitz anti abusivi sotto la regia del nuovo comandante Paolo Migliorini.
Ma «la Susy ha un diavolo per capello», dice chi ci ha parlato. «Io non ero in giunta, aspetto che decida lei», dice Parrini, che non pare avere nessuna intenzione di dimettersi. Certo, le accuse lanciate alla ex amica sono durissime. «Durante una riunione in prefettura in cui si discuteva della sorveglianza di due ponti a rischio, mi ha sconfessato e fatto passare da coglione - ha scritto Parrini in una lettera - Dopo aver concordato una linea, l’ha ribaltata con un documento presentato all’ultimo momento perché aveva deciso che i vigili dovevano occuparsi degli sgomberi rom». Insomma, quello che emerge dal racconto di Parrini è chiaro: alla sicurezza stradale, la sindaca starebbe prediligendo la sicurezza urbana. Niente vigili all’imbocco dei ponti a scongiurare il pericolo di crolli con il passaggio di mezzi pesanti, ma agenti dispiegati nell’applicazione dell’ordinanza anti-camper. Il tutto mentre si rincorrono voci sulle dimissioni imminenti di Gabriella Carrozzo. Il capo dell’ufficio scuola e politiche vorrebbe lasciare per divergenze con la sindaca. «Ma se era qui un minuto fa! - smentisce Ceccardi - È una dipendente comunale, non potrebbe neppure farlo. Ha manifestato la volontà di lasciare quel ruolo ma a dicembre, e per problemi personali»
Mario Neri
Per lei, la sindaca cascinese diventata la migliore allieva di Matteo Salvini e uno dei simboli del trumpismo italiano proprio a suon di post e provocazioni social, il social potrebbe rivelarsi una nemesi, una specie di contrappasso politico. «Prima di decidere sulle sorti della giunta farò sbollire l’arrabbiatura, prima conterò fino a dieci poi vorrei riparlarci, capire che iontenzioni ha». E saranno dieci giorni non secondi, segno che fra sindaca e il suo braccio destro Michele Parrini qualcosa si è rotto davvero. Chi l’ha vista ieri prima durante e dopo la riunione di giunta la racconta ancora imbufalita, non solo perché la prima cittadina leghista si trova ancora con un vicesindaco autosospeso in un momento in cui la sua carriera stava decollando (è da poco stata nominata vicesegretaria regionale del Carroccio e le sue ospitate in tv le danno un’audience seconda solo a quella del capo), ma anche perché quel vulnus politico si apre proprio mentre alcune delle “promesse” con cui la ruspista della Lega ha espugnato Cascina al Pd stanno andando a pallino. In fondo le proteste dei migranti alla Tinaia arrivano giusto in tempo a dimostrare i deficit di una struttura per cui più volte ha chiesto la chiusura; si vedono, poi, i primi risultati riorganizzazione della polizia municipale. Terremotata da mesi di mobilitazione dei dipendenti, ora sfoggia quasi ogni giorno blitz anti abusivi sotto la regia del nuovo comandante Paolo Migliorini.
Ma «la Susy ha un diavolo per capello», dice chi ci ha parlato. «Io non ero in giunta, aspetto che decida lei», dice Parrini, che non pare avere nessuna intenzione di dimettersi. Certo, le accuse lanciate alla ex amica sono durissime. «Durante una riunione in prefettura in cui si discuteva della sorveglianza di due ponti a rischio, mi ha sconfessato e fatto passare da coglione - ha scritto Parrini in una lettera - Dopo aver concordato una linea, l’ha ribaltata con un documento presentato all’ultimo momento perché aveva deciso che i vigili dovevano occuparsi degli sgomberi rom». Insomma, quello che emerge dal racconto di Parrini è chiaro: alla sicurezza stradale, la sindaca starebbe prediligendo la sicurezza urbana. Niente vigili all’imbocco dei ponti a scongiurare il pericolo di crolli con il passaggio di mezzi pesanti, ma agenti dispiegati nell’applicazione dell’ordinanza anti-camper. Il tutto mentre si rincorrono voci sulle dimissioni imminenti di Gabriella Carrozzo. Il capo dell’ufficio scuola e politiche vorrebbe lasciare per divergenze con la sindaca. «Ma se era qui un minuto fa! - smentisce Ceccardi - È una dipendente comunale, non potrebbe neppure farlo. Ha manifestato la volontà di lasciare quel ruolo ma a dicembre, e per problemi personali»
Mario Neri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
