Sicurezza
ritardi dovuti agli scavi archeologici
Parte il cantiere dell’asilo all’Ortino dopo cinque anni
VOLTERRA. Si riparte con l’asilo nido in bioedilizia all’Ortino. E questa volta, assicura l’assessore ai lavori pubblici di Volterra, Paolo Moschi, «si andrà avanti fino alla conclusione dei lavori...
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VOLTERRA. Si riparte con l’asilo nido in bioedilizia all’Ortino. E questa volta, assicura l’assessore ai lavori pubblici di Volterra, Paolo Moschi, «si andrà avanti fino alla conclusione dei lavori che dovrebbe avvenire a Natale».
Un’opera di cui si parla dal 2013 e che ha incontrato molti “guai” per la classica situazione volterrana: in questo territorio, basta scavare e si trovano reperti archeologici. È stato così anche per l’asilo, il cui cantiere ha dovuto lasciare spazio agli “Indiana Jones” del caso, che hanno effettuato rilievi, carotaggi e portato alla luce una tomba etrusca in quell’area. Delimitato lo spazio d’interesse archeologico, la prossima settimana si metteranno al lavoro ruspe e operai della ditta Campigli legnami di Empoli, che si è aggiudicata l’appalto, per l’avvio della costruzione dell’asilo in bioedilizia.
«Una buona notizia per la città, che ci consegna la certezza del nuovo asilo, la cui struttura sarà finita entro l’anno», aggiunge Moschi che, infatti di opere pubbliche spiega che, nell’autunno, poi, «saranno portate avanti le opere accessorie, come la fognatura dell’area e la nuova viabilità», altro aspetto molto importante per l’ultimazione dell’asilo. Secondo l’assessore, «la Provincia in questi giorni ci ha rilasciato l’autorizzazione per realizzare una rotatoria sperimentale All’incrocio della cosiddetta “Curva del Baldacci”, ovvero tra la Sr 68 e la Sp15. Un’opera attesa e che adesso sarà ancora più necessaria proprio per l’accesso dei mezzi al cantiere. Il fatto che la rotatoria sarà provvisoria ci darà tempi e possibilità per migliorarla nel futuro, visto che l’incrocio è di quelli più frequentati».
In casi come questi, è bene andare molto cauti con le previsioni, specialmente quando si parla di un’opera il cui iter è cominciato cinque anni fa e che viene realizzata in una zona importante dal punto di vista archeologico.
«Il nido avrà quaranta posti – dice ancora Moschi – e vedrà completata un’area, quella scolastica sotto il liceo, che potrà finalmente “risorgere” dopo i lunghi scavi degli anni trascorsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Un’opera di cui si parla dal 2013 e che ha incontrato molti “guai” per la classica situazione volterrana: in questo territorio, basta scavare e si trovano reperti archeologici. È stato così anche per l’asilo, il cui cantiere ha dovuto lasciare spazio agli “Indiana Jones” del caso, che hanno effettuato rilievi, carotaggi e portato alla luce una tomba etrusca in quell’area. Delimitato lo spazio d’interesse archeologico, la prossima settimana si metteranno al lavoro ruspe e operai della ditta Campigli legnami di Empoli, che si è aggiudicata l’appalto, per l’avvio della costruzione dell’asilo in bioedilizia.
«Una buona notizia per la città, che ci consegna la certezza del nuovo asilo, la cui struttura sarà finita entro l’anno», aggiunge Moschi che, infatti di opere pubbliche spiega che, nell’autunno, poi, «saranno portate avanti le opere accessorie, come la fognatura dell’area e la nuova viabilità», altro aspetto molto importante per l’ultimazione dell’asilo. Secondo l’assessore, «la Provincia in questi giorni ci ha rilasciato l’autorizzazione per realizzare una rotatoria sperimentale All’incrocio della cosiddetta “Curva del Baldacci”, ovvero tra la Sr 68 e la Sp15. Un’opera attesa e che adesso sarà ancora più necessaria proprio per l’accesso dei mezzi al cantiere. Il fatto che la rotatoria sarà provvisoria ci darà tempi e possibilità per migliorarla nel futuro, visto che l’incrocio è di quelli più frequentati».
In casi come questi, è bene andare molto cauti con le previsioni, specialmente quando si parla di un’opera il cui iter è cominciato cinque anni fa e che viene realizzata in una zona importante dal punto di vista archeologico.
«Il nido avrà quaranta posti – dice ancora Moschi – e vedrà completata un’area, quella scolastica sotto il liceo, che potrà finalmente “risorgere” dopo i lunghi scavi degli anni trascorsi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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