Sicurezza
la polemica
Il sindaco Gabbanini replica agli appunti dell’ex Frosini
SAN MINIATO. «Amministrare la cosa pubblica implica assunzione di responsabilità, trasparenza, consapevolezza di quanto i propri interlocutori siano in primo luogo i cittadini a cui dare conto. È...
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SAN MINIATO. «Amministrare la cosa pubblica implica assunzione di responsabilità, trasparenza, consapevolezza di quanto i propri interlocutori siano in primo luogo i cittadini a cui dare conto. È stato questo il mio costante impegno e il mio obiettivo prioritario, pur nelle mille difficoltà che in molti casi accompagnano il lavoro del sindaco», rileva Vittorio Gabbanini, porimo cittadino di San Miniato, il quale si dice «molto perplesso» per la lettera inviata da Angelo Frosini alla segretaria Pd di San Miniato, Elisa Nesti in cui comunica di voler abbandonare il partito.
«Non è tanto il proposito di cui si parlava da tempo, ma piuttosto le motivazioni, che sembrano da far risalire all’attuale amministrazione, colpevole, a suo dire, di decisioni e comportamenti, alcuni dei quali, al contrario, risalgono a tempi antecedenti e di cui oggi subiamo conseguenze» fa notare Gabbanini.
Si criticano le decisioni sull’ubicazione del liceo scientifico Marconi e il sindaco ricorda a Frosini che «sotto la sua amministrazione, quello stesso liceo fu spostato a San Donato, nonostante il parere contrario dei responsabili Asl: La presenza della scuola in quell’area può essere causa di un alto rischio di incidenti stradali e di esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico da polveri e rumore determinati dal traffico intenso».
E ricordo che il terreno dove sorge la sede originaria del liceo è sottoposto da tempo a movimento franoso, non garantendo sufficiente sicurezza per il futuro, in più non ha lo spazio necessario alla costruzione di una scuola, come ribadito dagli stessi tecnici della Provincia con i sopralluoghi.
Inoltre Gabbaini sottolinea come il Comune di San Miniato, «sotto la mia amministrazione, abbia dovuto rimediare all’indebitamento di oltre 22 milioni di euro eredità da quella precedente, oggi ridotto a poco più di 5 milioni. Non si può disconoscere il peso di un progetto che ha imbrigliato San Miniato nelle redini del Consorzio Etruria, oggi in corso di rescissione del contratto grazie a un arbitrato».
Per quanto riguarda la rimozione delle lapidi dell’eccidio del Duomo, «non ci sono state pressioni, quanto piuttosto la volontà di dare attuazione a un percorso condiviso che prevede il trasferimento definitivo verso il Museo della memoria». E si dice «colpito e addolorato» dalle tentate strumentalizzazioni sul caso dell’assessore Bertini, di cui ho sempre apprezzato l’onestà e la trasparenza. «Si tratta di un illecito amministrativo accertato che l’assessore ha già provveduto a soddisfare».
«Non è tanto il proposito di cui si parlava da tempo, ma piuttosto le motivazioni, che sembrano da far risalire all’attuale amministrazione, colpevole, a suo dire, di decisioni e comportamenti, alcuni dei quali, al contrario, risalgono a tempi antecedenti e di cui oggi subiamo conseguenze» fa notare Gabbanini.
Si criticano le decisioni sull’ubicazione del liceo scientifico Marconi e il sindaco ricorda a Frosini che «sotto la sua amministrazione, quello stesso liceo fu spostato a San Donato, nonostante il parere contrario dei responsabili Asl: La presenza della scuola in quell’area può essere causa di un alto rischio di incidenti stradali e di esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico da polveri e rumore determinati dal traffico intenso».
E ricordo che il terreno dove sorge la sede originaria del liceo è sottoposto da tempo a movimento franoso, non garantendo sufficiente sicurezza per il futuro, in più non ha lo spazio necessario alla costruzione di una scuola, come ribadito dagli stessi tecnici della Provincia con i sopralluoghi.
Inoltre Gabbaini sottolinea come il Comune di San Miniato, «sotto la mia amministrazione, abbia dovuto rimediare all’indebitamento di oltre 22 milioni di euro eredità da quella precedente, oggi ridotto a poco più di 5 milioni. Non si può disconoscere il peso di un progetto che ha imbrigliato San Miniato nelle redini del Consorzio Etruria, oggi in corso di rescissione del contratto grazie a un arbitrato».
Per quanto riguarda la rimozione delle lapidi dell’eccidio del Duomo, «non ci sono state pressioni, quanto piuttosto la volontà di dare attuazione a un percorso condiviso che prevede il trasferimento definitivo verso il Museo della memoria». E si dice «colpito e addolorato» dalle tentate strumentalizzazioni sul caso dell’assessore Bertini, di cui ho sempre apprezzato l’onestà e la trasparenza. «Si tratta di un illecito amministrativo accertato che l’assessore ha già provveduto a soddisfare».
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