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Cattivi odori a Calambrone, s’indaga a Stagno

Cattivi odori a Calambrone, s’indaga a Stagno

Piano di controlli da parte di Arpat sullo stabilimento Eni dopo un esposto petizione dei residenti

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CALAMBRONE. La denuncia del perdurante cattivo odore a Calambrone, fatta dai residenti attraverso un esposto-petizione sottoscritto da 139 persone presentato alla Procura di Livorno, ha avuto una risposta ufficiale da parte di Arpat pubblicata ieri nel sito dell’agenzia della protezione dell’ambiente a livello regionale.

Dopo che l’ufficio con le relazioni con il pubblico di Arpat, già a partire dall’estate scorsa, ha visto un incremento significativo di esposti da parte dei residenti di Calambrone, oltre a rispondere alle segnalazioni pervenute ha effettuato anche dei sopralluoghi per monitorare la situazione e capire la provenienza delle maleodoranze studiando, con le aziende presenti sul territorio, anche interventi di abbattimento dei cattivi odori.

Secondo i residenti, le maleodorante provengono soprattutto dall’area nord di Livorno e in particolare dall’aerea di Stagno, nel comune di Collesalvetti, dove sono collocate molte attività industriali del settore petrochimico. Ma il problema è più complesso e più ampio di quanto gli stessi cittadini possono pensare e le autorità competenti fanno sapere che sono già al lavoro per risolverlo. Partendo dal presupposto che attualmente non esiste una normativa nazionale che stabilisca i limiti alle emissioni odorigene e la Regione Toscana non ha deliberato in merito, l’Arpat di Livorno, insieme al Comune di Livorno e di Collesalvetti, ha programmato un piano di prevenzione monitoraggio e controllo delle emissioni odorigene dei comuni in questione, denominato “Piano Mirato” dal quale si capisce subito, che le aziende coinvolte sono tante e concentrate proprio nell’area nord di Livorno e nella località Stagno – villaggio Emilio, come supposto dagli stessi residenti di Calambrone.

Il “Piano Mirato” è già entrato in azione ed è possibile, in merito ad alcune aziende, determinare già il contributo delle singole sorgenti sull’impatto olfattivo totale sul territorio e stabilire le priorità degli interventi di mitigazione delle emissioni odorigene delle aziende interessate. Sulla base di questo, alcune aziende hanno già stabilito alcune azioni di mitigazione. Per quanto riguarda invece, il polo petrochimico dell’Eni a Stagno, l’azienda ha già provveduto a modificare alcune delle sezioni del sul suo impianto ritenute fonti di emissione odorigena ma, Arpat, non li ritiene ancora esaustivi. Eni però, si è impegnata per risolvere il problema.

La richiesta dei residenti di Calambrone di istallare una centralina dell’Arpat in quella zona va girata al Comune di Pisa in aggiunta alle stazioni di monitoraggio fisse della rete regionale. Attualmente, il Comune di Pisa ha richiesto ad Arpat delle centraline mobili per diverse aree che però non comprendono quella di Calambrone e Tirrenia. Donatella Lascar

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