Sicurezza
Addio, Giusy e Alessio il vostro viaggio non doveva finire così
Folla commossa ai funerali dei fidanzati morti domenica Due comunità unite nel dolore dopo l’incidente fatale
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SANTA MARIA A MONTE . Hanno fatto da corona tanti giovani e tanti occhi lucidi, in piazza della Vittoria a Santa Maria a Monte, alla bara bianca di Giusy Mosca, in quello che ieri pomeriggio è stato il suo ultimo viaggio. In mattinata era stato dato l’ultimo addio ad Alessio Stabile Pecora, il fidanzato della ragazza, morto insieme a lei nell’incidente di domenica, al cimitero di Santa Croce sull’Arno. Due comunità unite dal dolore profondo che solo tragedie di questo tipo possono dare.
Folle commosse nei due paesi, segnati indelebilmente dal terribile schianto della Fiat 500 su cui viaggiavano i due, dopo aver ritirato il vestito per un matrimonio. A Santa Croce sull’Arno il silenzio ha accompagnato la bara del ragazzo, tra parenti disperati e amici insonsolabili. A Santa Maria a Monte, la tristezza ha attraversato il corso del paese con tanta gente che si è accodata alla mamma di Giusy, chiusa nel suo dolore, alle sorelle, ai tantissimi amici e a un padre stretto alle foto di quella bambina che non ce più. Un addio inaspettato e triste che è risuonato fuori e dentro la chiesa di San Giovanni, scritto anche dagli amici su uno striscione portato poi in testa al corteo funebre: «Non doveva andare cosi, te ne sei andata troppo presto. Resterai sempre nei nostri cuori. Guardaci da lassù».
«Siamo ancora increduli per ciò che è successo in questi giorni – ha detto don Bruno Meini nell’omelia, in una chiesa gremita attorno alla bara bianca della giovane – Non ci sono parole adatte per esprimere il nostro sgomento o per descrivere il dolore terribile che sta vivendo la famiglia. Solo il tempo potrà lenirlo, piano piano. Un giorno però, ognuno di voi sentirà una mano sulla spalla, la mano di Giusy che vi aiuterà. Come aiuterà da lassù anche colei che soffrirà più di tutti, mamma Irene: un dolore più straziante del parto».
E il ricordo, di fronte ai tanti giovani accorsi a salutare l’amica, non poteva che unire Giusy al suo grande amore, Alessio, andato via con lei in quel terribile pomeriggio di domenica. «Non sappiamo e non sapremo mai perché Dio non abbia impedito che Giusy e Alessio finissero così il loro viaggio. Ma sappiamo che anche lui oggi è qui, con noi adesso – ha aggiunto il parroco – Di fronte a tragedie come questa sarebbe troppo facile cedere al cinismo. Nulla ha fermato la resurrezione di Lazzaro, nulla fermerà la nostra. E questo vuol dire che Giusy non è perduta per sempre. Affidiamola alla Madonna, lei che ha visto suo figlio morire. Un giorno ci rivedremo».
Nilo Di Modica
Folle commosse nei due paesi, segnati indelebilmente dal terribile schianto della Fiat 500 su cui viaggiavano i due, dopo aver ritirato il vestito per un matrimonio. A Santa Croce sull’Arno il silenzio ha accompagnato la bara del ragazzo, tra parenti disperati e amici insonsolabili. A Santa Maria a Monte, la tristezza ha attraversato il corso del paese con tanta gente che si è accodata alla mamma di Giusy, chiusa nel suo dolore, alle sorelle, ai tantissimi amici e a un padre stretto alle foto di quella bambina che non ce più. Un addio inaspettato e triste che è risuonato fuori e dentro la chiesa di San Giovanni, scritto anche dagli amici su uno striscione portato poi in testa al corteo funebre: «Non doveva andare cosi, te ne sei andata troppo presto. Resterai sempre nei nostri cuori. Guardaci da lassù».
«Siamo ancora increduli per ciò che è successo in questi giorni – ha detto don Bruno Meini nell’omelia, in una chiesa gremita attorno alla bara bianca della giovane – Non ci sono parole adatte per esprimere il nostro sgomento o per descrivere il dolore terribile che sta vivendo la famiglia. Solo il tempo potrà lenirlo, piano piano. Un giorno però, ognuno di voi sentirà una mano sulla spalla, la mano di Giusy che vi aiuterà. Come aiuterà da lassù anche colei che soffrirà più di tutti, mamma Irene: un dolore più straziante del parto».
E il ricordo, di fronte ai tanti giovani accorsi a salutare l’amica, non poteva che unire Giusy al suo grande amore, Alessio, andato via con lei in quel terribile pomeriggio di domenica. «Non sappiamo e non sapremo mai perché Dio non abbia impedito che Giusy e Alessio finissero così il loro viaggio. Ma sappiamo che anche lui oggi è qui, con noi adesso – ha aggiunto il parroco – Di fronte a tragedie come questa sarebbe troppo facile cedere al cinismo. Nulla ha fermato la resurrezione di Lazzaro, nulla fermerà la nostra. E questo vuol dire che Giusy non è perduta per sempre. Affidiamola alla Madonna, lei che ha visto suo figlio morire. Un giorno ci rivedremo».
Nilo Di Modica
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