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L’ex sindaco Angelo Frosini lascia il Pd

L'ex sindaco Angelo Frosini
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L'ex sindaco Angelo Frosini

San Miniato: «La conduzione del Comune non è all’insegna della trasparenza, l’assessore Bertini deve andarsene». Il governatore Rossi condivide la lettera sul suo profilo Facebook, definendola "bella"

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SAN MINIATO. Una vita a sinistra, da militante, dirigente politico, poi sindaco. Tutto nella filiera Pci-Pds-Ds-Pd. Ora accade quello che nessuno avrebbe mai creduto: Angelo Frosini, predecessore del sindaco Vittorio Gabbanini, lascia il Pd. E gli dice addio con una lettera che vede tra i destinatari anche il segretario nazionale Matteo Renzi e che il governatore Enrico Rossi, condividendola sulla sua pagina Facebook, ha definito "bella". La vicenda Bertini non è la sola causa - tanti i temi, anche nazionali che Frosini affronta - ma è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

«Spesso – scrive Frosini – l’interesse particolare prevale sull’intesse generale. Che la conduzione dell’amministrazione comunale di San Miniato non fosse all’insegna della trasparenza lo abbiamo percepito fin dal primo mandato. Ma le ultime vicende, che hanno coinvolto l’assessore Bertini, sono il segno più evidente di come si sia superato ogni limite. L’interpellanza presentata dalla consigliera di “Immagina San Miniato” pone al sindaco Gabbanini domande serie, alle quali non sarà più possibile rispondere in modo superficiale o evasivo. Se si è approvata una variante urbanistica dopo che l’azienda, di cui l’assessore è legale rappresentante, aveva acquistato il terreno con destinazione agricola, è gravissimo! Se i lavori per la costruzione dell’immobile sono iniziati prima che l’azienda, di cui l’assessore è legale rappresentante, avesse ottenuto il permesso a costruire, è gravissimo! Di fronte a questi fatti, i sindaci Nello Baldinotti, Luciano Nacci, Pier Luigi Tonelli “si rivoltano nella tomba”. Chiedo scusa ai loro familiari per questa citazione, ma non ho trovato un modo migliore per esprimere tutta la mia indignazione. È mai possibile che di fronte a questioni così inquietanti, il Pd cerchi di minimizzare, come ha fatto il segretario Giglioli o, addirittura, di giustificare come ha fatto il capogruppo Spadoni? E il sindaco? Qualcuno può pensare che fosse distratto? Che non fosse al corrente dei vari passaggi? Che il suo assessore preferito, già indicato come suo successore, non lo avesse informato? C’è un unico modo per tentare di far tornare la fiducia nelle istituzioni locali: le dimissioni dell’assessore. Oppure il sindaco, che non ha esitato a “cacciare”, in due occasioni, le assessore che “non andavano troppo d’accordo con lui”, potrebbe avvalersi delle sue prerogative e, di fronte a questioni così gravi, ritirare le deleghe».
Quanto al futuro politico, Frosini guarda a Mdp e afferma che occorre costruire un soggetto unitario della sinistra.
 

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