Il Tirreno

Pontedera

Blitz in alcuni casolari  per scovare gli spacciatori 

Il materiale recuperato dai carabinieri
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Il materiale recuperato dai carabinieri

Trovati cinquecento grammi di hashish e refurtiva varia nei boschi a Pontedera e in Valdera. Controlli dei carabinieri per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti

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PONTEDERA. Cercavano i cosiddetti “ragazzi del bosco”, giovani che spacciano droga sulle colline tra Pontedera e Treggiaia. Hanno trovato anche oggetti che probabilmente sono stati rubati dai loro “clienti” per pagare la droga oltre all’hashish. E l’esito di un blitz organizzato dai carabinieri della compagnia di Pontedera, con il supporto delle unità cinofile del Nucleo di Firenze.

I militari hanno svolto un’intensa attività di controllo in aree boschive «con la finalità di verificare la presenza di extracomunitari e vagabondi», ha spiegato il capitano Michele Cataneo, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera. In località Val di Cava sono stati ispezionati tre casolari: in uno di questi sono stati identificati quattro stranieri, di nazionalità marocchina, con precedenti per spaccio di stupefacenti e reati contro il patrimonio. In località Tre Campane, in via Vecchia di Treggiaia, è stato individuato un nascondiglio ricavato nel terreno all’interno del quale sono stati trovati oltre mezzo chilogrammo di hashish, suddiviso in panetti, tre martelli pneumatici ed una collana d’oro. Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e ora proseguiranno gli approfondimenti per risalire ai proprietari degli oggetti edili e del monile che si sospettano essere provento di furto.

I controlli erano stati organizzati per cercare di monitorare i giovani che in maniera sempre più numerosa spacciano nei boschi, sulle colline vicino a Pontedera. Hanno cominciato nella zona di La Rotta, vicino alla stazione ferroviaria, per poi arrivare nelle zone tra Val di Cava, Treggiaia, San Gervasio, tra i territori di Pontedera e Palaia. Di solito sono giovani nordafricani che la mattina vengono accompagnati in quelle aree verdi, lontano da occhi indiscreti, e che restano lì per tutta la giornata in attesa dei clienti che ormai sono come fare per andarsi a rifornire dagli spacciatori.

I residenti raccontano di segni convenzionali e di una gestualità inconfondibile che aiuta a capire quando è in atto la cessione di sostanze illecite.
Gli spacciatori del bosco bivaccano tra gli alberi e spesso nascondono sotto terra la droga, così che non è semplice riuscire a sorprenderli in flagranza. Anche per questo nella perquisizione dei casolari è stato chiesto l’aiuto dell’unità cinofila. (s.c.)
 

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