Il Tirreno

Pontedera

Ex carrozzeria diventa rifugio di balordi

di Tommaso Silvi
Il degrado in cui versa l’ex carrozzeria in via Fosso Vecchio
◗
Il degrado in cui versa l’ex carrozzeria in via Fosso Vecchio

Pontedera: la rabbia del quartiere, la gente chiede aiuto. Il sindaco: una vergogna, la pazienza è finita. Avviato un procedimento amministrativo nei confronti della proprietà, ma ancora senza risposta

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Un sindaco infuriato, un intero quartiere che durante la notte non riesce a chiudere occhio e una domanda di riqualificazione che sembra quasi uno scherzo. Una storia fatta di atti, firme e notifiche. Protagonista principale, un vecchio capannone a due passi dal centro città, nella zona dell’ospedale di Pontedera. Un mostro di cemento fatiscente, divenuto dimora di tossicodipendenti e sbandati, che soprattutto nelle ore di buio affollano lo stabile. Dall’ex carrozzeria Valdera, in via Fosso Vecchio, quando cala il sole cominciano a sentirsi urla, canti e litigate furiose. I cittadini se ne stanno in casa spaventati e incrociano le dita, sperando il problema venga risolto presto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.14044621:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2016/09/01/news/degrado-ordinanza-per-l-ex-carrozzeria-1.14044621]]

La situazione. L’edificio è stato abbandonato alla fine degli anni Novanta. La struttura si snoda su centinaia di metri quadrati, suddivisi in ampie stanze. Alcune di queste oggi sono a cielo aperto, ma molte altre hanno ancora la copertura e quindi sono un luogo perfetto per senzatetto e persone che cercano un angolo nascosto. Proprio in via Fosso Vecchio è stato creato un ingresso di fortuna per accedere all’ex carrozzeria. Chiuso più volte dai proprietari e puntualmente riaperto dagli occupanti abusivi. Basta fare qualche passo, addentrandosi nel capannone, per osservare una distesa di sacchi dell’immondizia, che si interrompe solo per far spazio a giacigli di fortuna, fatti di materassi e cuscini lerci. In una delle stanze più grandi, e ancora riparata dal tetto, a terra si vedono numerose siringhe. E poi ci sono pentole, scatole di legumi e altri oggetti che indicano chiaramente che lì dentro bivaccano parecchie persone. E come se non bastasse, una parte della copertura dell’immobile si è staccata e ora ciondola pericolosamente a pochi metri dalla strada e dal parcheggio dell’ospedale.

Lo sfogo del sindaco. Lo stabile è di proprietà di una società, nei confronti della quale il sindaco, Simone Millozzi, è già intervenuto dopo le prime segnalazioni dei problemi. Ma in quasi un anno nulla è cambiato. E Millozzi usa toni duri: "È vergognoso che un privato lasci un luogo in quello stato. Abbiamo avviato un procedimento amministrativo nei confronti del soggetto che detiene l’immobile, ma non sono stati fatti interventi". La pazienza del Comune, quindi, sembra essere arrivata al limite: "Procederemo con verifiche accurate per capire come mai l’edificio non è stato messo in sicurezza. Purtroppo in città ci sono molti casi simili, con privati che lasciano i fabbricati in condizioni vergognose. Capisco la crisi e sono vicino a chi non può più lavorare a causa delle difficoltà economiche del Paese – prosegue Millozzi – ma chiedo che venga fatta attenzione. Quantomeno gli immobili abbandonati devono essere resi inaccessibili dall’esterno".

Riqualificazione. Pochi mesi fa l’amministrazione comunale ha varato un progetto per la riqualificazione di luoghi abbandonati che sono proprietà di privati. Il format è semplice: chi ha una struttura in stato di abbandono può rivolgersi al Comune e proporre una soluzione per farla tornare in vita, anche se non in linea con le previsioni urbanistico-edilizie. Il Comune esamina la proposta ed, eventualmente, può decidere di cambiare la destinazione d’uso dell’immobile. Molte le domande presentate nelle ultime settimane: tra queste anche quella della proprietà dell’ex carrozzeria in via Fosso Vecchio. "Sono rimasto sorpreso, ma comunque mi fa piacere che la proprietà abbia interesse a rimettere in sesto l’area", dice ancora Millozzi, che conclude: "Al di là della proposta, la società deve provvedere quanto prima a chiudere tutti gli ingressi del capannone e a metterlo in totale sicurezza".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa