Finanza
Lo Stato è con Daniele Ferretti
Questore e colonnello nella gioielleria per un saluto al commerciante: «Mi ha fatto molto piacere»
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PISA. «Mi ha fatto piacere la visita del questore e del colonnello dei carabinieri. Ripartiamo perché questa è la nostra vita».Non ha perso l’educazione del commerciante conosciuto nel quartiere per la sua gentilezza, Daniele Ferretti.
Nella gioielleria in cui la sera del 13 giugno un bandito è rimasto ucciso nel corso di una rapina, ieri intorno alle 9,30 si sono presentati il questore Alberto Francini e il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Nicola Bellafante.
Una visita di cortesia, un saluto che non è solo formalità di circostanza. Una presenza che è un segnale. Lo Stato è dalla parte del gioielliere, la cui iscrizione sul registro degli indagati per omicidio volontario è unpassaggio tecnico necessario per arrivare alla chiusura dell’inchiesta con un’archiviazione.
Il video della sparatoria è sufficientemente nitido per attribuire a uno dei due banditi, quello armato e poi in fuga, la mossa di puntare la pistola contro la moglie del commerciante che era dietro al banco.
Un gesto a cui Ferretti ha risposto puntando a sua volta l’arma dando il via alla girandola di colpi, due dei quali hanno colpito Simone Bernardi, 43 anni, di Aprilia, rimasto sulla porta con il “palo” in attesa fuori, rapido a scappare quando ha capito che l’assalto all’oro era fallito.
Questore e colonnello si sono intrattenuti qualche minuto con Ferretti e la moglie Giuliana Malucchi. La cordialità dell’incontro non aveva bisogno di spiegazioni. Una vicinanza, comunque, non scontata.
L’occasione è stata il ritorno completo dello spazio ai titolari dopo il sequestro disposto dalla Procura per ricostruire la dinamica del conflitto a fuoco a livello balistico.
«La vicinanza delle istituzioni fa bene, ci incoraggia – prosegue il commerciante –. Ci siamo fatti anche delle foto insieme. È un aiuto. Siamo tornati nel negozio perché vogliamo andare avanti».
Il mite commerciante cerca di tornare alla quotidianità interrotta quella sera del 13 giugno. Nell’oreficeria ci sono alcuni clienti che vengono serviti dalla moglie. Nessuno ha abbandonato i Ferretti. Anzi, lo slancio del vicinato ha dato energia alla coppia che più volte ha ringraziato la città per un sostegno morale che ora si traduce nella volontà di proseguire in quella che era ed è la vita dei coniugi.
Sulla porta d’ingresso un cartoncino bianco con lo scotch e la scritta carabinieri copre il foro di uno dei proiettili sparati da Ferretti. È l’unico residuo materiale della tragedia.
Sul fronte delle indagini la sensazione è che gli inquirenti seguano una pista precisa, ma non lasciano trapelare indizi che potrebbero rivelarsi inesatti.
Infine, la ex moglie di Bernardi, in qualità di esercente la patria potestà sulle due figlie minorenni, ha affidato a un avvocato pisano la tutela legale. Lo aveva già fatto il fratello di Bernardi con un legale di Roma. Nessuna intenzione di mettere in dubbio la ricostruzione dei fatti. Solo la richiesta di essere al corrente degli esiti dell’inchiesta.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nella gioielleria in cui la sera del 13 giugno un bandito è rimasto ucciso nel corso di una rapina, ieri intorno alle 9,30 si sono presentati il questore Alberto Francini e il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Nicola Bellafante.
Una visita di cortesia, un saluto che non è solo formalità di circostanza. Una presenza che è un segnale. Lo Stato è dalla parte del gioielliere, la cui iscrizione sul registro degli indagati per omicidio volontario è unpassaggio tecnico necessario per arrivare alla chiusura dell’inchiesta con un’archiviazione.
Il video della sparatoria è sufficientemente nitido per attribuire a uno dei due banditi, quello armato e poi in fuga, la mossa di puntare la pistola contro la moglie del commerciante che era dietro al banco.
Un gesto a cui Ferretti ha risposto puntando a sua volta l’arma dando il via alla girandola di colpi, due dei quali hanno colpito Simone Bernardi, 43 anni, di Aprilia, rimasto sulla porta con il “palo” in attesa fuori, rapido a scappare quando ha capito che l’assalto all’oro era fallito.
Questore e colonnello si sono intrattenuti qualche minuto con Ferretti e la moglie Giuliana Malucchi. La cordialità dell’incontro non aveva bisogno di spiegazioni. Una vicinanza, comunque, non scontata.
L’occasione è stata il ritorno completo dello spazio ai titolari dopo il sequestro disposto dalla Procura per ricostruire la dinamica del conflitto a fuoco a livello balistico.
«La vicinanza delle istituzioni fa bene, ci incoraggia – prosegue il commerciante –. Ci siamo fatti anche delle foto insieme. È un aiuto. Siamo tornati nel negozio perché vogliamo andare avanti».
Il mite commerciante cerca di tornare alla quotidianità interrotta quella sera del 13 giugno. Nell’oreficeria ci sono alcuni clienti che vengono serviti dalla moglie. Nessuno ha abbandonato i Ferretti. Anzi, lo slancio del vicinato ha dato energia alla coppia che più volte ha ringraziato la città per un sostegno morale che ora si traduce nella volontà di proseguire in quella che era ed è la vita dei coniugi.
Sulla porta d’ingresso un cartoncino bianco con lo scotch e la scritta carabinieri copre il foro di uno dei proiettili sparati da Ferretti. È l’unico residuo materiale della tragedia.
Sul fronte delle indagini la sensazione è che gli inquirenti seguano una pista precisa, ma non lasciano trapelare indizi che potrebbero rivelarsi inesatti.
Infine, la ex moglie di Bernardi, in qualità di esercente la patria potestà sulle due figlie minorenni, ha affidato a un avvocato pisano la tutela legale. Lo aveva già fatto il fratello di Bernardi con un legale di Roma. Nessuna intenzione di mettere in dubbio la ricostruzione dei fatti. Solo la richiesta di essere al corrente degli esiti dell’inchiesta.
Pietro Barghigiani
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