Il Tirreno

Pontedera

notte brava all’ex enel: protestano i residenti 

Mattoni e bottiglie lanciate dal palazzo

Mattoni e bottiglie lanciate dal palazzo

PONTEDERA. Cronache da notte brava al Villaggio, col palazzo ex Enel che torna a far discutere. È di lunedì scorso, infatti, l’ultima segnalazione sulla “vita notturna” dell’edificio di proprietà...

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PONTEDERA. Cronache da notte brava al Villaggio, col palazzo ex Enel che torna a far discutere. È di lunedì scorso, infatti, l’ultima segnalazione sulla “vita notturna” dell’edificio di proprietà comunale all’interno del quale dovrebbe sorgere la ludoteca, dove in molti, confermano i residenti delle case vicine, passano la notte fra letti di fortuna, immondizia e serate alcoliche. «Nulla è stato fatto per bloccare gli accessi», racconta Samuele Gradassi, residente nel quartiere. «Sono stufo che si consenta di avere un dormitorio per sbandati e spacciatori e che non si faccia nulla di definitivo se non qualche blitz ogni tanto».

Numerose le testimonianze circa la notte tra lunedì e martedì, dove oltre una decina di persone stavano dentro la struttura fra vociare e schiamazzi. «Si sentivano a distanza di decine di metri, sembrava litigassero, sono andati avanti fino a notte fonda e si sono divertiti a lanciare bottiglie dai piani superiori verso via Pisana ed il marciapiede – raccontano i vicini. – Ad un certo punto è volato anche un mattone per la strada. Qualcuno poi deve aver chiamato le forze dell’ordine perché è arrivata un’auto e c’è stato il fuggi fuggi generale. Un’ora dopo il baccano è ricominciato».

A sbirciare dalla rete del cantiere, si vedono nelle stanze al piano terra numerose tracce di sosta: coperte, materassi, bottiglie e anche escrementi.

La situazione è stata commentata anche dal sindaco Simone Millozzi: «Il cantiere è rimasto, purtroppo, sospeso a causa di difficoltà economiche da parte del soggetto privato, selezionato con evidenza pubblica, che si era assunto l’onere di intervenire. Il progetto prevede che l’investitore, cui competono sorveglianza e cura del cantiere, concluda l’intervento e lasci al Comune una porzione dell’edificio chiavi in mano. Fino a quel momento quello spazio ha le caratteristiche giuridiche di un cantiere privato. L’allungarsi dei tempi ha portato quel complesso immobiliare ad essere attrattivo per soggetti senza fissa dimora che lo hanno utilizzato in modo illegale, segnalati anche su mia sollecitazione: con interventi delle forze dell’ordine sono stati sgomberati e sanzionati. I lavori potrebbero riprendere entro l’anno».

Nilo Di Modica



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