Attenzione
Sindacati contro il Comune per l’asilo nido San Lino
Volterra, a causa dei costi elevati la gestione è stata affidata a una cooperativa: «Nell’operazione il personale subisce uno svilimento della professionalità»
VOLTERRA.Sindacati contro il Comune per l’esternalizzazione della gestione dell’asilo nido San Lino a una cooperativa. «L’amministrazione comunale – dicono la rsu, la Fp Cgil e la Cisl Fps – ha motivato la scelta evidenziando difficoltà nelle sostituzioni in generale del proprio personale e negli elevati costi che la gestione diretta del servizio comporta. Costi ed eventuali risparmi che peraltro non sono stati quantificati nonostante la richiesta del sindacato. Due delle tre educatrici provenienti dal nido di San Lino saranno impiegate nella gestione del Centro gioco educativo (ora gestito dalla cooperativa) e una terza avrà mansioni di coordinamento pedagogico all’interno dell’ente».
Sindacati e rsu hanno espresso contrarietà all’operazione in quanto l’indirizzo del Comune «conferma e rafforza la tendenza a privatizzare servizi pubblici storici, di grande valore istituzionale ed educativo, che in 34 anni hanno dato risposte di elevata qualità alle generazioni volterrane».
In questa operazione, il personale coinvolto, «pur conservando i diritti acquisiti, subisce uno svilimento della professionalità, in quanto il Centro gioco, per sua caratteristica, manca di alcuni momenti essenziali (pranzo e sonno) che in questa fascia di età assumono una valenza educativo pedagogica importante».
Finora questo servizio, dove opera personale qualificato di una cooperativa, è nato per dare una risposta alle lunghe liste di attesa del nido: spesso sono stati spostati bambini dal Centro gioco al nido, mai viceversa. «Inoltre l’educatrice trasferita in ufficio è destinata ad affrontare un tipo di lavoro completamente diverso, che richiede altre specifiche competenze e per le quali dovrà essere necessariamente formata».
Secondo i sindacati, «la privatizzazione dell’asilo nido San Lino e in generale dei servizi all’infanzia, è una scelta dettata prioritariamente dalla diminuzione delle risorse a disposizione dell’amministrazione comunale che, tuttavia, non può limitarsi solo a tamponare le emergenze».
Il Comune di Volterra deve quindi «affrontare un problema oggettivo, e probabilmente irreversibile, che è quello della diminuzione delle nascite e delle iscrizioni dei bambini ai servizi per l’infanzia». Di conseguenza deve «attuare un progetto organico per dare adeguate risposte ai bambini nelle diverse fasce d’età e alle famiglie che hanno a disposizione un budget sempre più basso».
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