Sicurezza
Si attende l’arrivo di altri dieci profughi
di Sabrina Chiellini
La sindaca di Ponsacco: paghiamo una gestione calata dall’alto
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PONSACCO. L’emergenza profughi non si ferma certo con l’apertura di un nuovo centro di accoglienza nell’ex albergo Brichotel a Ponsacco (gestito dallo stesso imprenditore che ha aperto La Tinaia a Cascina) servito a sistemare 34 migranti, uomini, donne e bambini di provenienza da diversi paesi africani. Altri dieci stranieri richiedenti asilo sono in arrivo in provincia di Pisa e la prefettura insieme alla Croce Rossa sono già al lavoro per cercare altre sistemazioni, in vari comuni della provincia anche se in casi estremi, cioè se non dovessero esserci altri spazi, la prefettura troverà posti letto nelle strutture già aperte. Intanto, la sindaca di Ponsacco, Francesca Brogi (Pd) ribadisce che la prefettura ha proceduto autonomamente ad inviare i profughi «sul nostro territorio, interfacciandosi con il privato. Sono stata informata solo qualche giorno fa dal viceprefetto che un albergo della nostra zona industriale si era aggiudicato il bando emesso proprio dalla prefettura e che in virtù di ciò sarebbero arrivati sul nostro territorio nuovi profughi. Nessuno però mi ha comunicato che erano arrivati», spiega Brogi.
L’estate appena iniziata dice chiaramente ai cittadini pisani che la politica dell’accoglienza diffusa non ha dato i risultati che il centrosinistra, che l’ha proposta, cercava. «Ed ora sono i sindaci a pagare una gestione calata dall’alto e dettata da una situazione emergenziale che coinvolge tutto il territorio a livello nazionale. Così però viene messo in discussione quel modello di accoglienza diffusa che da sempre è stato un punto di forza dei nostri territori e della regione Toscana», se ne duole Brogi. «Il mio auspicio è di non essere lasciati soli e che ognuno faccia la propria parte. D’altro canto, sempre secondo quanto ci è stato comunicato, tutti i Comuni dovranno assistere a nuovi arrivi a prescindere dalla volontà politica di chi li amministra e questo proprio in virtù delle quote di ripartizione dei migranti assegnate da Anci a ogni territorio, le quali dovranno essere obbligatoriamente rispettate», spiega la sindaca.
«Chi afferma il contrario fa soltanto della demagogia, essendo ormai assodato che la prefettura procederà d’ufficio in tutti quei casi in cui le quote di ripartizione non sono rispettate, a prescindere dallo schieramento politico e dalla volontà dell’amministrazione»: è il pensiero della prima cittadina di Ponsacco. In generale, al di là dei colori politici delle amministrazioni, un po’ tutti i Comuni sono stati immobili dopo le richieste della prefettura che più volte ha cercato, come si legge anche nell’ultima lettera inviata ai sindaci dal prefetto il 19 giugno, un coinvolgimento degli enti locali. In queste ore comunque si stanno cercando soluzioni nei Comuni che sono molto al di sotto della quota indicata dall’Anci, come, per esempio, San Miniato e Pontedera. Se i sindaci non vogliono “soluzioni calate dall’alto”, come scrive Brogi, dovranno attivarsi, visto che le indicazioni del Governo sono queste, cioè quelle dell’accoglienza lasciata in mano anche ai privati. Per cui dopo gli sbarchi sulle coste siciliane, che continuano incessanti, i profughi arriveranno, come succede da mesi, con cadenze sempre più ravvicinate. E quanto avvenuto a Cascina con la Tinaia (dove ora vivono più di 80 persone) si ripeterà anche in altri centri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’estate appena iniziata dice chiaramente ai cittadini pisani che la politica dell’accoglienza diffusa non ha dato i risultati che il centrosinistra, che l’ha proposta, cercava. «Ed ora sono i sindaci a pagare una gestione calata dall’alto e dettata da una situazione emergenziale che coinvolge tutto il territorio a livello nazionale. Così però viene messo in discussione quel modello di accoglienza diffusa che da sempre è stato un punto di forza dei nostri territori e della regione Toscana», se ne duole Brogi. «Il mio auspicio è di non essere lasciati soli e che ognuno faccia la propria parte. D’altro canto, sempre secondo quanto ci è stato comunicato, tutti i Comuni dovranno assistere a nuovi arrivi a prescindere dalla volontà politica di chi li amministra e questo proprio in virtù delle quote di ripartizione dei migranti assegnate da Anci a ogni territorio, le quali dovranno essere obbligatoriamente rispettate», spiega la sindaca.
«Chi afferma il contrario fa soltanto della demagogia, essendo ormai assodato che la prefettura procederà d’ufficio in tutti quei casi in cui le quote di ripartizione non sono rispettate, a prescindere dallo schieramento politico e dalla volontà dell’amministrazione»: è il pensiero della prima cittadina di Ponsacco. In generale, al di là dei colori politici delle amministrazioni, un po’ tutti i Comuni sono stati immobili dopo le richieste della prefettura che più volte ha cercato, come si legge anche nell’ultima lettera inviata ai sindaci dal prefetto il 19 giugno, un coinvolgimento degli enti locali. In queste ore comunque si stanno cercando soluzioni nei Comuni che sono molto al di sotto della quota indicata dall’Anci, come, per esempio, San Miniato e Pontedera. Se i sindaci non vogliono “soluzioni calate dall’alto”, come scrive Brogi, dovranno attivarsi, visto che le indicazioni del Governo sono queste, cioè quelle dell’accoglienza lasciata in mano anche ai privati. Per cui dopo gli sbarchi sulle coste siciliane, che continuano incessanti, i profughi arriveranno, come succede da mesi, con cadenze sempre più ravvicinate. E quanto avvenuto a Cascina con la Tinaia (dove ora vivono più di 80 persone) si ripeterà anche in altri centri.
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