Il dolore
giovedì sera la presentazione del libro
Le “Disconnessioni” di Guidino
Trenta racconti di Genovesi con tutte le sfumature dell’umorismo
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PONTEDERA. Presentazione del libro “Disconnessioni” di Guido Genovesi, giovedì alle 21 al Palp – ex palazzo pretorio, a Pontedera.
L’operazione più semplice, nel voler dare un titolo alla raccolta, sarebbe stata quella di chiamarli “Racconti umoristici”. Questo perché l’umorismo racchiude tutti i registri, gli stili espressivi, le sfumature e i toni qui presenti: comico, ironico, grottesco, caustico, surreale, paradossale, drammatico con qualche accento macabro.
Fermo restando questa varietà di registri, il titolo “Disconnessioni” va a scavare più a fondo sui contenuti, indirizzando la lettura su più livelli di comprensione e interpretazione.
Volendo dare alla parola disconnessione un significato puramente letterale, ci rendiamo conto che tutti, in un modo o nell’altro, siamo sempre connessi: attraverso Google, Facebook, WhatsApp, armati di smartphone, tablet e computer che sempre ci tengono attaccati alla Rete. In quest’ottica l’operazione del disconnettersi si configura come una presa di coscienza e di distacco critico da questa realtà virtuale che è diventata la trama portante, il filo conduttore della nostra esistenza.
I testi sono stati “dissezionati” in quattro filoni principali: disconnessioni, appunto, disfunzioni, dissacrazioni, dissociazioni.
«Il racconto è una fotografia alla quale basta un solo particolare», così il pontederese “Guidino” giustifica la scelta dei racconti. Trenta racconti per quattro sottoinsiemi che, se da un lato estendono il campo semantico delle storie e dei personaggi che li animano, dall’altro li compattano attraverso una fitta serie d’intersecazioni e interconnessioni.
L’operazione più semplice, nel voler dare un titolo alla raccolta, sarebbe stata quella di chiamarli “Racconti umoristici”. Questo perché l’umorismo racchiude tutti i registri, gli stili espressivi, le sfumature e i toni qui presenti: comico, ironico, grottesco, caustico, surreale, paradossale, drammatico con qualche accento macabro.
Fermo restando questa varietà di registri, il titolo “Disconnessioni” va a scavare più a fondo sui contenuti, indirizzando la lettura su più livelli di comprensione e interpretazione.
Volendo dare alla parola disconnessione un significato puramente letterale, ci rendiamo conto che tutti, in un modo o nell’altro, siamo sempre connessi: attraverso Google, Facebook, WhatsApp, armati di smartphone, tablet e computer che sempre ci tengono attaccati alla Rete. In quest’ottica l’operazione del disconnettersi si configura come una presa di coscienza e di distacco critico da questa realtà virtuale che è diventata la trama portante, il filo conduttore della nostra esistenza.
I testi sono stati “dissezionati” in quattro filoni principali: disconnessioni, appunto, disfunzioni, dissacrazioni, dissociazioni.
«Il racconto è una fotografia alla quale basta un solo particolare», così il pontederese “Guidino” giustifica la scelta dei racconti. Trenta racconti per quattro sottoinsiemi che, se da un lato estendono il campo semantico delle storie e dei personaggi che li animano, dall’altro li compattano attraverso una fitta serie d’intersecazioni e interconnessioni.
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