Il dolore
in tribunale
Droga, raffica di assoluzioni
Il processo era legato a un’inchiesta su un giro tra Pisa e Firenze
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SAN MINIATO. Un lungo elenco di assoluzioni per non aver commesso il fatto o perché non sussiste e per intervenuta prescrizione. In un caso l’assoluzione è arrivata per la morte dell’imputato. A distanza di 14 anni gli episodi contestati ai tredici imputati, già ridotti nel numero rispetto alle decine posizioni messe in fila all’inizio dell’inchiesta, per il pm Eligio Paolini non sono state ritenute penalmente rilevanti oppure il tempo trascorso per accertarli è stato talmente lungo da non giustificare una sentenza. Ieri mattina è stato il presidente del primo collegio Piero Murano (a latere Mirani e Poggi) a leggere la sentenza che non contempla condanne. Il processo riguarda il filone conclusivo di un’inchiesta su un vasto giro di droga tra le provincie di Pisa e Firenze riferito al 2003. Furono quasi settanta gli imputati che con il tempo e i riti alternativi sono usciti dal processo. Sono rimasti in tredici, difesi tra gli altri dagli avvocati Cristina Masetti, Olivia Nati, Antonio Cariello, Carlo Pepi, per i quali è stata chiesta l’assoluzione e il proscioglimento. Si tratta di Skender Barushi, 48 anni, San Miniato; Marco Scaglione, 41 anni, Empoli; Ergys Bafti, 31 anni, Ravenna; Pellumb Hysa, 45 anni; Massimo Campitelli, 51 anni, Forlì; Behar Barushi, 36 anni; Artur Karamuka, 40 anni; Altin Dervishi, 40 anni (deceduto); Ilirjan Dervishi, 38 anni; Bujar Karaj, 42 anni; Marco Cavaliere, 50 anni, Fucecchio; Pellumb Agasi, 35 anni; Marco Giacomelli, 35 anni, Empoli. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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