Il dolore
Condannati i banditi con parrucca
I due furono arrestati cinque mesi dopo il colpo alla banca al Cineplex
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PONTEDERA. Condannati i rapinatori con le parrucche. Li arrestarono cinque mesi dopo il colpo alla filiale del Banco Popolare (ex Caripisa) al piano terra del Cineplex. Un bottino di circa 15mila euro ottenuto dai due banditi travisati con look femminile minacciando tre cassiere e due clienti, uno delle quali incinta.
Gabriele Cassano, 40 anni, torinese, è stato condannato a 2 anni in continuazione con altre rapine commesse nello stesso periodo, mentre Giuseppe Balla, 63 anni, originario di Bra (Cuneo) ha avuto una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Entrambi, ancora detenuti, hanno fatto ricorso al rito abbreviato davanti al gup Elsa Iadaresta (pm Miriam Pamela Romano).
I due, soprattutto Balla, possono esibire un curriculum criminale particolarmente ricco alla voce rapine. I trasfertisti arrivarono a Pontedera dal Piemonte il 4 novembre 2015. Era pomeriggio, verso l’orario di chiusura quando decisero l’irruzione nella filiale a pochi metri dall’ingresso della multisala. Pistola e taglierino come armi con cui minacciare impiegati e personale della banca. E le parrucche, una castana e una bionda, con baffi finti e occhiali per occultare i lineamenti agli occhi dei rapinati. Un mascheramento insufficiente a guadagnare l’impunità. Le telecamere della videosorveglianza permisero agli investigatori di inquadrare con ragionevole certezza i volti dei banditi che, nel giro di sei mesi, nel maggio 2016 furono arrestati dalla polizia. Gli inquirenti li definirono i «rapinatori seriali che dal Nord Italia effettuavano rapine in istituti di credito del Nord e Centro Italia per poi rientrare subito nei loro paesi di origine». Durante il raid minacciarono clienti e impiegate di non muoversi altrimenti avrebbero sparato. Nessuno si fece male e anche la donna in stato interessante non ebbe necessità di ricorrere alle cure mediche per lo choc subìto in quei minuti in cui rimase in balìa dei banditi che, oltre ai soldi degli sportelli, volevano anche quelli in cassaforte. Solo che il sistema a tempo li dissuase dall’attendere l’apertura del forziere.
Pietro Barghigiani
Gabriele Cassano, 40 anni, torinese, è stato condannato a 2 anni in continuazione con altre rapine commesse nello stesso periodo, mentre Giuseppe Balla, 63 anni, originario di Bra (Cuneo) ha avuto una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Entrambi, ancora detenuti, hanno fatto ricorso al rito abbreviato davanti al gup Elsa Iadaresta (pm Miriam Pamela Romano).
I due, soprattutto Balla, possono esibire un curriculum criminale particolarmente ricco alla voce rapine. I trasfertisti arrivarono a Pontedera dal Piemonte il 4 novembre 2015. Era pomeriggio, verso l’orario di chiusura quando decisero l’irruzione nella filiale a pochi metri dall’ingresso della multisala. Pistola e taglierino come armi con cui minacciare impiegati e personale della banca. E le parrucche, una castana e una bionda, con baffi finti e occhiali per occultare i lineamenti agli occhi dei rapinati. Un mascheramento insufficiente a guadagnare l’impunità. Le telecamere della videosorveglianza permisero agli investigatori di inquadrare con ragionevole certezza i volti dei banditi che, nel giro di sei mesi, nel maggio 2016 furono arrestati dalla polizia. Gli inquirenti li definirono i «rapinatori seriali che dal Nord Italia effettuavano rapine in istituti di credito del Nord e Centro Italia per poi rientrare subito nei loro paesi di origine». Durante il raid minacciarono clienti e impiegate di non muoversi altrimenti avrebbero sparato. Nessuno si fece male e anche la donna in stato interessante non ebbe necessità di ricorrere alle cure mediche per lo choc subìto in quei minuti in cui rimase in balìa dei banditi che, oltre ai soldi degli sportelli, volevano anche quelli in cassaforte. Solo che il sistema a tempo li dissuase dall’attendere l’apertura del forziere.
Pietro Barghigiani
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