Il Tirreno

Pontedera

Multe durante l’assemblea del Comitato anti passerella 

Multe durante l’assemblea del Comitato anti passerella 

Il portavoce Magdi Nassar: «Non penso sia un caso, presenteremo un ricorso» Intanto va avanti la battaglia contro le opere proposte dalla giunta Macelloni

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PECCIOLI. Giovedì alcuni partecipanti all’evento organizzato dal Comitato Pop - Partecipazione Opere Pubbliche in piazza Fra’ Domenico sono stati multati per avere lasciato i veicoli in divieto di sosta.

«Penso che non sia un caso - dice Magdi Nassar, una delle anime del Comitato - il fatto che le multe siano state elevate proprio in quest'occasione, perché ciò non viene mai fatto in orario serale e raramente nel pomeriggio; sono stati multati anche ciclomotori e moto. Sto consultando i nostri legali per capire se è possibile intentare un ricorso per annullare le contravvenzioni sulla base del fatto che la stessa sera non sono state multate alcune auto in divieto di sosta nella stessa area della riunione».

Intanto va avanti la battaglia contro la passerella pedonale sopraelevata nel capoluogo e la copertura della piazza dei Caduti a Fabbrica. Va avanti a colpi di firme e, se servirà, anche di voti a un possibile referendum. Sono queste le parole d'ordine lanciate giovedì all'assemblea pubblica. Una chiamata contro la giunta Macelloni e i suoi progetti, a cui hanno risposto in circa duecento, per fare il punto su una battaglia contro le due opere annunciate dall'amministrazione comunale e contro cui sono state raccolte già oltre 500 firme. Un progetto, quello della copertura di piazza dei Caduti, la cui utilità è pressoché sconosciuta agli abitanti di Fabbrica. «A cosa dovrebbe servire? – si chiede Andrea Ceccanti, promotore della prima petizione messa in campo contro la copertura, giunta solo nella frazione a quota 360 firme – Si spendono soldi in opere inutili ed in progetti di partecipazione quando avrebbero potuto ascoltare i cittadini prima di presentarsi con plastici e rendering già pronti. Intanto sono passati 40 giorni da quando la petizione sulla piazza è stata protocollata in Comune. Non ci fermeremo di fronte a niente e andremo avanti, chiedendo un confronto pubblico, un consiglio comunale aperto e, se servirà, anche un referendum».

Al centro di polemiche anche il progetto di ricerca sulle opere pubbliche messo a punto dall'Università di Udine e dal Comune, che in queste settimane punta al coinvolgimento di 400 cittadini residenti, i cui nominativi sono stati estratti in maniera casuale a partire dall’elenco anagrafico di tutti i residenti, per la realizzazione di interviste su opinioni, proposte e riflessioni in merito al futuro di Peccioli. «Iniziativa costata ben 150mila euro», sottolinea Magdi Nassar.

Nilo Di Modica



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