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Cheli (Avr) contro lo sciopero dell’Usb

Cheli (Avr) contro lo sciopero dell’Usb

CASCINA. «Lo sciopero del 26 giugno ha fatto tanto rumore per nulla. Dove il rumore è uno sciopero che si è voluto fare a tutti i costi, forzando la legge e calpestando lo spirito conciliativo della...

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CASCINA. «Lo sciopero del 26 giugno ha fatto tanto rumore per nulla. Dove il rumore è uno sciopero che si è voluto fare a tutti i costi, forzando la legge e calpestando lo spirito conciliativo della legge 146 del 1990». Lo scrive Marco Cheli, responsabile dell’Ufficio relazioni sindacali di Avr Spa, società che a Pisa si occupa di igiene urbana (e non solo). Cheli scrive in relazione allo sciopero proclamato dall’Unione sindacale di base (Usb).

Secondo il manager, «lo sciopero sa di campagna elettorale che Usb ritiene di poter vincere per distacco, senza aspettare la volata, cominciando fin da subito a portare a sé consesni, basandosi solo sul mantenimento del conflitto permanente e autoreferenziale. Un conflitto per il consenso, fine a se stesso e destinato a sciogliersi dopo la tornata elettorale».

Tanto rumore per nulla, sostiene Cheli: «Il nulla è il risultato ottenuto dall’Usb, dove la larga parte dei lavoratori ha ritenuto opportuno non aderire allo sciopero (oltre il 60% non vi ha aderito) e andare a lavorare». Avr Spa «rispetta lo sciopero quale forma di lotta sindacale costituzionalizzata, quale diritto individuale di ogni lavoratore, che dovrebbe essere indetto e utilizzato come estrema ratio e solo quando tutti i tentativi di conciliazione siano falliti».

Ma in questa occasione, secondo Cheli, lo sciopero «esce sminuito nel suo valore intrinseco in quanto i dati (che parlano da soli) dipingono una realtà nella quale i lavoratori hanno dimostrato molto più senno e accortezza rispetto ai rappresentanti della sigla che ritiene di rappresentarli».

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