Il Tirreno

Pontedera

Altri migranti in arrivo, mancano i posti 

di Sabrina Chiellini
Altri migranti in arrivo, mancano i posti 

I centri d’accoglienza sono ormai al collasso nuovo appello del prefetto ai Comuni

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PONTEDERA. La pressione degli sbarchi di migranti è sempre più forte e l'emergenza estiva rischia di travolgere l'impalcatura dell'accoglienza diffusa, in linea con le indicazioni delle amministrazioni di centrosinistra. Il bando per l'accoglienza dei richiedenti asilo, portato a termine dalla prefettura di Pisa prima dell'estate, non ha dato le risposte che ci si aspettava. Le soluzioni e gli spazi indicati sono insufficienti. Mentre gli sbarchi continuano. E ogni settimana la provincia di Pisa, al pari di quello che avviene sul territorio nazionale, deve dare risposte: siamo a quota 1.500 migranti accolti, le dimensioni di un piccolo comune dell'Alta Valdera, per esempio. Ed altri sono in arrivo: cinquanta tra oggi e domani.

La prefettura, già da venerdì mattina mentre esplodeva la protesta al centro d’accoglienza “La Tinaia” a Cascina, era alla ricerca disperata di spazi. I telefoni dei funzionari sono incandescenti in queste ore. Gli appelli del prefetto Attilio Visconti in questi mesi si sono ripetuti. Ci sono sindaci che non vogliono i migranti e altri che danno l'ok ma nella sostanza non si trovano gli spazi. Il risultato è che l’ex Cottolengo a San Giuliano è al completo, “La Tinaia” scoppia, rimasta fuori da ogni controllo rispetto ai numeri. All'apertura ne ha accolti 32 (per il Comune il corpo principale della struttura ha una capienza per 23 persone) e ora ne ospita più di 80. Non essendoci disponibilità di altri centri di accoglienza, ogni volta gli uffici della prefettura raschiano il barile, spostano gli stranieri da una parte all'altra per poi dirottarli a San Giuliano, sulla cui gestione, a differenza di quanto avviene a “La Tinaia”, non ci sono mai state critiche.

«Forse abbiamo trovato nuovi spazi – dice il dottor Flavio Ferdani della Prefettura di Pisa, da poco nominato vicario a Pavia e che presto si trasferirà – ma non è semplice». Nessun riferimento a dove andranno le nuove “quote”, che poi sono persone, uomini e donne, destinate a Pisa. La prospettiva era chiara da tempo. Dopo il bando, servito a trovare pochi posti a Bientina e a Montopoli e alcuni appartamenti in Valdera ma nettamente insufficienti rispetto ai bisogni, la prefettura è tornata a parlare di soluzioni alternative, come quelle dei moduli abitativi. Durante la protesta a “La Tinaia” c'era chi parlava di container in arrivo per l'accoglienza. Ma non ci sono conferme ufficiali. Visconti però ribadisce l'enorme sforzo degli uffici nel cercare di rispettare quelle che sono le indicazioni del Governo. «Invito i sindaci ad essere più solidali – dice –, con i nuovi arrivi ci troviamo a chiedere a tutti di fare la propria parte, ogni Comune riceverà migranti secondo il numero, le quote, indicate dall'Anci. Santa Maria a Monte, per fare un esempio, è sotto di 30 ed anche Pontedera ha migranti inferiori alla quota prevista. Se dovranno esserci profughi da tenere fuori dai centri questi dovranno essere ripartiti in quei Comuni che ancora non si sono adeguati alle indicazioni del Governo».

Intanto, per la prefettura di Pisa questo è un periodo molto complesso. Se il capo di gabinetto, dottor Ferdani, che ora si occupa anche di migranti, andrà a Pavia, il collega Edoardo Lombardi, che seguiva lo stesso settore, è diventato capo di gabinetto alla prefettura di La Spezia, dove ha già preso servizio. La carenza di personale non aiuta a facilitare la parte burocratica dell'accoglienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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