Attenzione
Saranno processate le maestre accusate di maltrattamenti
Lo ha deciso il Gup del tribunale di Pisa. A presentare la denuncia erano stati i genitori di un bambino strattonato, poi la richiesta di intercettazioni e telecamere installate in classe
SANTA CROCE . Due mesi e mezzi di intercettazioni ambientali dopo che i carabinieri avevano installato una telecamera in classe per documentare i maltrattamenti sui piccoli alunni. A distanza di circa un anno, dopo che una delle due insegnanti, quella accusata sia di maltrattamenti sui bambini che di lesioni personali, Filomena Ferrara, è andata in pensione, e l’altra, Alessandra Caponi, ha lavorato in un’altra scuola, il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa, Giulio Cesare Cipolletta, ha disposto il rinvio a giudizio di entrambe.
All’epoca dei fatti al centro del processo le due insegnavano in una scuola primaria di Santa Croce sull’Arno. E i comportamenti delle due finirono sotto la lente di ingrandimento degli investigatori in seguito alla denuncia di una famiglia.
Alla chiusura delle indagini dei carabinieri, nel maggio 2016, dopo il caso ancora più eclatante dei presunti maltrattamenti avvenuti in una scuola a Pisa, le maestre vennero sospese dal lavoro per un mese dal Gip Elsa Iadaresta. In seguito i genitori dei diciassette bambini che frequentavano quella classe sono stati sentiti. Ma il pubblico ministero, Flavia Alemi, non aveva chiesto misure più gravi – così venne spiegato – in quanto ormai si avvicinava la fine dell’anno scolastico. Ma quanto era emerso dalle indagini era piuttosto chiaro rispetto ai metodi seguiti dall’insegnante andata in pensione e in qualche modo” tollerati” dalla collega poi rimasta coinvolta nella vicenda anche se con una posizione ritenuta diversa.
Ferrara invece, accusata degli atti di violenza più gravi, era stata già denunciata per lo stesso motivo nel 2010 quando lavorava a Ponte a Egola, in un’altra scuola statale, ma il provveditorato agli studi, informato dei fatti, non aveva mai adottato alcun provvedimento disciplinare.
I difensori delle maestre non hanno scelto riti alternativi ritenendo che andando al dibattimento sarà per loro più facile spiegare il contesto di quelli che dalle immagini riprese dalle telecamere appaiono come maltrattamenti. Certo è che durante le lezioni volavano offese come idiota, imbecille, vagabonda, rimbambita. O ancora frasi come “tuo fratello è duro peggio di te”, “Io ti batterei in terra”. In un caso la maestra, ora in pensione, avrebbe portato vicino alla cattedra uno degli alunni mentre gli venivano rivolte offese. E in altro avrebbe proprio strattonato l’alunno e per questo risponde anche del reato di lesioni.
Nel chiedere il rinvio a giudizio l’accusa ha ricordato come, dopo il caso delle violenze scoperte in un’altra scuola a Pisa, una delle maestre si fosse attivata per capire se c’erano telecamere nascoste nella loro scuola, avendo saputo della denuncia che le riguardava. Il processo comincerà il 30 novembre in tribunale a Pisa.
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