Il dolore
Gelli (Pd): pronti a interrompere l’attività
Partono le verifiche sul centro d’accoglienza. La Prefettura: in provincia arrivano altri 50 migranti
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CASCINA. Pronti a interrompere l’attività della Tinaia se ci sono gli estremi per intervenire: lo annuncia Federico Gelli, parlamentare Pd e presidente della commissione d’inchiesta sul sistema d’accoglienza dei migranti.
«Alla luce di queste nuove denunce ascolteremo il prefetto di Pisa Attilio Visconti - afferma Gelli - per valutare eventuali nuovi interventi e approfondire in quali effettive condizioni versa la struttura e il trattamento riservato ai suoi ospiti. La commissione d'inchiesta aveva già effettuato nei mesi scorsi un sopralluogo e aveva già denunciato alcuni effettivi problemi. Indagheremo per conoscere a fondo la situazione e capire se ci sono gli estremi per intervenire d'urgenza e interrompere l'attività del centro».
Intanto anche la Prefettura si muove: «Stiamo seguendo la situazione e cercando di verificare quello che è stato segnalato durante la protesta dei migranti. La convenzione per la struttura è stata rinnovata, firmata e consegnata al gestore».
La Prefettura conferma di avere dato inizio alle verifiche dopo la protesta dei migranti, esplosa ieri mattina. Anche la sindaca ha sollecitato controlli.
«Conosciamo la situazione – dice Flavio Ferdani della Prefettura – Stiamo facendo verifiche anche sulle forniture dell’acqua e dei medicinali. Dobbiamo tenere presente il fatto che gli sbarchi sono costanti e che anche questo fine settimana riceveremo 50 migranti ai quali dobbiamo dare accoglienza».
Intanto l’Unione sindacale di base denuncia: «Da oltre una settimana chiediamo senza successo un incontro con la Prefettura di Pisa per affrontare la situazione della Tinaia e di tutti i centri in situazioni simili, se non peggiori».
La protesta alla Tinaia riporta l’attenzione su problemi che si trascinano da oltre un anno. I nodi da scogliere sono sempre gli stessi. La struttura è al collasso: accoglie più di 80 migranti.
Gli ospiti, sentiti dai componenti della commissione di inchiesta, in passato hanno dichiarato che non sempre ricevono una adeguata assistenza legale e un aiuto per ricostruire la loro documentazione da presentare in Questura. Hanno detto che non svolgono alcuna attività esterna che possa facilitare la loro integrazione. Si sono lamentati perché non avviene una corretta distribuzione dei vestiti secondo le esigenze della stagione. (e.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Alla luce di queste nuove denunce ascolteremo il prefetto di Pisa Attilio Visconti - afferma Gelli - per valutare eventuali nuovi interventi e approfondire in quali effettive condizioni versa la struttura e il trattamento riservato ai suoi ospiti. La commissione d'inchiesta aveva già effettuato nei mesi scorsi un sopralluogo e aveva già denunciato alcuni effettivi problemi. Indagheremo per conoscere a fondo la situazione e capire se ci sono gli estremi per intervenire d'urgenza e interrompere l'attività del centro».
Intanto anche la Prefettura si muove: «Stiamo seguendo la situazione e cercando di verificare quello che è stato segnalato durante la protesta dei migranti. La convenzione per la struttura è stata rinnovata, firmata e consegnata al gestore».
La Prefettura conferma di avere dato inizio alle verifiche dopo la protesta dei migranti, esplosa ieri mattina. Anche la sindaca ha sollecitato controlli.
«Conosciamo la situazione – dice Flavio Ferdani della Prefettura – Stiamo facendo verifiche anche sulle forniture dell’acqua e dei medicinali. Dobbiamo tenere presente il fatto che gli sbarchi sono costanti e che anche questo fine settimana riceveremo 50 migranti ai quali dobbiamo dare accoglienza».
Intanto l’Unione sindacale di base denuncia: «Da oltre una settimana chiediamo senza successo un incontro con la Prefettura di Pisa per affrontare la situazione della Tinaia e di tutti i centri in situazioni simili, se non peggiori».
La protesta alla Tinaia riporta l’attenzione su problemi che si trascinano da oltre un anno. I nodi da scogliere sono sempre gli stessi. La struttura è al collasso: accoglie più di 80 migranti.
Gli ospiti, sentiti dai componenti della commissione di inchiesta, in passato hanno dichiarato che non sempre ricevono una adeguata assistenza legale e un aiuto per ricostruire la loro documentazione da presentare in Questura. Hanno detto che non svolgono alcuna attività esterna che possa facilitare la loro integrazione. Si sono lamentati perché non avviene una corretta distribuzione dei vestiti secondo le esigenze della stagione. (e.i.)
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