Il Tirreno

Pontedera

Prendocasa protesta contro gli sfratti 

 Prendocasa protesta contro gli sfratti 

Nuovo presidio davanti al municipio per evidenziare il forte disagio abitativo presente a Cascina

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Non si ferma la protesta del movimento anti-sfratto a Cascina, dove ieri pomeriggio di fronte al municipio si è tenuto un nuovo presidio del progetto Prendocasa Pisa. Una denuncia pubblica di quella che l’associazione definisce una «situazione dai livelli drammatici».

«Il disagio abitativo cresce, proporzionalmente al numero di famiglie sotto sfratto o in stato di morosità, oltre 40 ad oggi – dice uno degli organizzatori del presidio – ma anche in proporzione all’odio sociale che questa amministrazione alimenta giorno dopo giorno, come unica strategia per arginare un fenomeno di sempre più vaste proporzioni».

Dai manifestanti, tra cui alcune delle famiglie in difficoltà, la richiesta di ascolto da parte dell’amministrazione, insieme alla denuncia di una situazione che anche nelle metodologie si sta facendo, dicono, sempre più critica, con riferimento all’ultimo sfratto eseguito nel centro storico una decina di giorni fa. E nel mirino dei manifestanti finisce l’assessore alla casa Edoardo Ziello. «L’assessore freme su Facebook di fronte alla resistenza di alcuni inquilini, alle minacce e alla violenza cui sono sottoposti – dicono i manifestanti. – Tutto questo corredato dalla solita tiritera sui clandestini, i fannulloni, i comunisti. La realtà ovviamente è un’altra ed il problema degli sfratti non riguarda solo gli stranieri. Quasi sempre sono persone che fino a pochi anni fa lavoravano e pagavano le tasse. Il fatto che Ziello li additi come “fannulloni” denota il fatto che probabilmente non si è accorto che il nostro paese da ormai quasi dieci anni vive in una situazione di crisi economica. Intanto, mentre il Comune non fa niente, ciò che ne consegue è una feroce “guerra” tra chi non riesce a pagare un affitto e chi invece non percepisce i soldi dalle proprie case e vorrebbe veder riconosciuto il proprio diritto alla rendita». Di qui la richiesta all’amministrazione di concentrare forze e risorse. «L’ufficio casa avrebbe numerosi strumenti – continuano – peccato che lo sbandierato bando sulla morosità non esca per mancanza di fondi, le tutele e le garanzie promesse come amministrazione non vengano istituite ed i criteri per l’assegnazione delle case popolari siano stati talmente ristretti che il 90% dei richiedenti non riesce a rientrarci. Serve una svolta».

Nilo Di Modica



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web