Il Tirreno

Pontedera

Emergenza acqua, il Comune chiede l’aiuto dell’Enel 

di Tommaso Silvi
Emergenza acqua, il Comune chiede l’aiuto dell’Enel 

Lagoni Rossi: residenti e imprese agricole in difficoltà Dopo le autobotti c’è l’ipotesi dell’acquedotto industriale 

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POMARANCE. Il grido d’aiuto arriva da un angolo della Valdicecina. «Non abbiamo più acqua, fate qualcosa». È questo, in estrema sintesi, il messaggio indirizzato all’amministrazione comunale di Pomarance da parte di un gruppo di residenti nella frazione di Lagoni Rossi, piccolo centro abitato a due passi dalla provincia di Grosseto. Una zona popolata da una manciata di persone che vivono in casolari di campagna o in abitazioni immerse nel verde. Da queste parti l’approvvigionamento d’acqua è sempre stato garantito da torrenti e sorgenti naturali, che con la mancanza di pioggia degli ultimi mesi, però, si sono completamente prosciugati. La situazione ora è critica. Tanto che il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, oltre alle autobotti inviate in questi giorni, sta pensando a una soluzione più strutturata per arginare il problema, seppur sempre in un contesto di emergenza.

«Mi chiamo Ivana Forabosco e conduco un’azienda agricola con allevamento di pecore pomarancine. Da due anni mi trovo in difficoltà per la siccità, soprattutto quest'anno che è veramente grave. Chiedo un acquedotto a Lagoni Rossi, per un più facile approvvigionamento di acqua potabile. Un grazie alla protezione civile per l'aiuto che ci sta fornendo con le autobotti». Questo messaggio è stato inoltrato alla mail del nostro giornale insieme a una lettera firmata da alcuni residenti di Lagoni Rossi indirizzata a Martignoni. «Soffriamo la mancanza di acqua potabile, cui abbiamo sopperito finora come meglio abbiamo potuto. Ora però – si legge nella lettera – con il clima che cambia e la diminuzione delle precipitazioni il problema sta diventando davvero grosso». La richiesta, quindi, è chiara. La gente di Lagoni Rossi non vuole più affidarsi alla benevolenza della natura e desidera essere servita da un acquedotto. Il rischio è che allevamenti e aziende agricole si ritrovino senz’acqua, con la produzione in profonda crisi. Un’eventualità che Martignoni vuole evitare: «Ho chiesto l’intervento della protezione civile, che sta aiutando la popolazione con delle autobotti», spiega il sindaco, che poi illustra la soluzione che, al momento, appare come quella più facilmente adottabile: «I cittadini di Lagoni Rossi chiedono di essere allacciati all’acquedotto di Lustignano, di cui stiamo completando il primo lotto. Al momento l’operazione non è possibile, perché dovremmo costruire altri tre chilometri di collegamenti, oltre a una stazione di sollevamento, che da sola costa circa 200mila euro. Stiamo cercando di capire – spiega ancora Martignoni – se possiamo allacciare le abitazioni a un acquedotto industriale dell’Enel, non distante da Lagoni Rossi. Enel potrebbe garantire l’approvvigionamento con l’eccedenza d’acqua che non utilizza a scopo industriale. Sono stati avviati degli studi per certificare la qualità dell’acqua, che comunque non potrà essere definita potabile». Si vede la luce in fondo al tunnel, dunque, per Ivana Forabosco e i suoi vicini di casa. «Stiamo terminando l’acquedotto di Lustignano e abbiamo risolto le criticità nelle zone di Rocca Sillana e San Dalmazio con un altro impianto. Non è facile fare tutti contenti, soprattutto in un territorio vasto e articolato come il nostro. Faremo il massimo – conclude Loris Martignoni – per portare l’acqua anche a Lagoni Rossi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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