Sicurezza
La fine del Ramadan festeggiata tra i preti
di Tommaso Silvi
Musica reggae e specialità gastronomiche africane all’evento organizzato al centro pastorale per settantuno richiedenti asilo
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PERIGNANO. Musica reggae, odori che si accavallano e una serie di pentoloni fumanti pronti per finire sui tavoli allestiti all'esterno della struttura. Ieri sera il centro pastorale Madre Teresa di Calcutta, a Perignano, ha ospitato a cena i settantuno richiedenti asilo che alloggiano negli appartamenti della cooperativa Il Cammino per festeggiare la fine del Ramadan. Uomini e donne arrivati in Italia alla ricerca di un futuro migliore, come Konè, 26enne ivoriano, che due anni e mezzo fa è sbarcato sulle coste siciliane dopo due giorni in mare: «Eravamo in 94 su un’imbarcazione di piccole dimensioni. Siamo partiti dalla Libia il 17 marzo e siamo arrivati in Italia il 19», racconta il giovane, prima di essere richiamato in cucina per finire di preparare la cena. Nei piatti molte specialità africane, tra queste due ricette della Somalia. L’angera, farina di mais, lievito, sale, zucchero e due uova, e il sambuss, carne di mucca macinata, cipolla, tutto racchiuso in una sfoglia e messo a friggere.
L’evento è stato organizzato da Il Cammino, insieme al Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza (Cnca), all'associazione Bhalobasa, alla parrocchia Santa Maria Assunta di Casciana Terme e a quella di Santa Lucia di Perignano. «Bisogna lavorare sull’immigrazione cercando di renderla armoniosa – spiega don Armando Zappolini, tra gli ideatori dell’iniziativa, giunta alla seconda edizione – perché ormai il mondo va in una direzione precisa. Chi odia il freddo deve imparare a conviverci, perché non è che lamentandosi annulla il ripetersi dell’inverno. Lo stesso discorso vale per i migranti. Questi giovani hanno delle storie alle spalle che la gente neppure può immaginare».
I ragazzi ospiti de Il Cammino sono dislocati in undici appartamenti e sono seguiti da sette educatori, oltre a due insegnanti di italiano. «Una buona cooperativa porta avanti un’accoglienza diffusa e promuove un percorso integrativo serio. Chi prende cento ragazzi e li ammassa in uno stabile lucra sulla loro sofferenza», spiega Matteo Lami, presidente della cooperativa. Sono intervenuti durante la serata, oltre a don Armando, presidente della Cnca, don Angelo, parroco di Casciana Terme, Giovanni Forte, di Res Valdera, e Massimo Toschi, consulente del presidente della Regione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’evento è stato organizzato da Il Cammino, insieme al Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza (Cnca), all'associazione Bhalobasa, alla parrocchia Santa Maria Assunta di Casciana Terme e a quella di Santa Lucia di Perignano. «Bisogna lavorare sull’immigrazione cercando di renderla armoniosa – spiega don Armando Zappolini, tra gli ideatori dell’iniziativa, giunta alla seconda edizione – perché ormai il mondo va in una direzione precisa. Chi odia il freddo deve imparare a conviverci, perché non è che lamentandosi annulla il ripetersi dell’inverno. Lo stesso discorso vale per i migranti. Questi giovani hanno delle storie alle spalle che la gente neppure può immaginare».
I ragazzi ospiti de Il Cammino sono dislocati in undici appartamenti e sono seguiti da sette educatori, oltre a due insegnanti di italiano. «Una buona cooperativa porta avanti un’accoglienza diffusa e promuove un percorso integrativo serio. Chi prende cento ragazzi e li ammassa in uno stabile lucra sulla loro sofferenza», spiega Matteo Lami, presidente della cooperativa. Sono intervenuti durante la serata, oltre a don Armando, presidente della Cnca, don Angelo, parroco di Casciana Terme, Giovanni Forte, di Res Valdera, e Massimo Toschi, consulente del presidente della Regione.
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