Sicurezza
Concerie di Arzignano cercano casa a Santa Croce
Ci sono già stati i primi contatti con Assoconciatori per conoscere i costi della depurazione ma anche per avere informazioni su aree da acquistare
SANTA CROCE SULL’ARNO. Il modello di depurazione del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno diventa un elemento di attrazione per le aziende del distretto conciario di Arzignano nel Veneto. La notizia è di questi giorni e trova la prima conferma dal direttore dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno, Piero Maccanti.
Aziende che fanno parte dell’importante polo produttivo italiano ed europeo di cuoio e che sono considerate un riferimento internazionale nella produzione di pellame di alta qualità per pelletteria, calzatura, abbigliamento e arredamento conciato al cromo e al vegetale sono interessate a trasferire le loro linee di produzione proprio nel comune pisano dopo che nella loro regione hanno incontrato problemi e difficoltà nella depurazione delle acque delle lavorazioni conciarie. Si parla di imprenditori che sono già stati a Santa Croce per prendere contatti con conciatori che hanno terreni di loro proprietà nelle zone industriali del distretto o che hanno immobili a disposizione che sono sul mercato. Gli imprenditori veneti devono rispettare i contratti di vendita con alcune case automobilistiche, altro settore importante per Arzignano, e non possono in alcun modo bloccare la produzione anche se, a seguito dei problemi con la depurazione degli scarichi industriali, rischierebbero di doversi fermare. Da qui la richiesta di informazioni e per avere una maggiore collaborazione con il polo conciario di Santa Croce.
«Abbiamo avuto più richieste di informazioni per quanto riguarda i costi dei servizi del nostro depuratore centralizzato gestito dal consorzio Aquarno. Ma sappiamo anche di imprese che stanno chiedendo aree e spazi a privati che operano nel settore», conferma Maccanti.
All’inizio la novità ha innescato inevitabili domande, ma sono state escluse questioni di concorrenza. Gli imprenditori locali sono orientati ad accogliere i colleghi veneti, consapevoli del fatto che se non sceglieranno di trasferirsi in Toscana potrebbero rivolgersi ad altre aree all’estero, per esempio alla Croazia.
«Per noi può essere una opportunità anche per abbassare i costi di depurazione contando sui gruppi industriali che arrivano dall’esterno. Se saremo in grado di abbassare questi costi ci saranno benefici per tutti insieme ad una maggiore stabilità nella gestione». Un dato non secondario in un momento di difficoltà del comparto.
Temi questi che sono già stati affrontati anche dal nuovo consiglio di amministrazione di Assoconciatori. Al di là di quelle che potranno essere le ricadute anche dal punto di vista occupazionale e più in generale sul tessuto produttivo locale, la scelta delle industrie conciarie di Arzignano rappresenta anche un po’ la conferma che le politiche portate avanti dal distretto pisano sui temi dell’ambiente e della depurazione dei reflui di conceria si sono dimostrate corrette. «Abbiamo adottato la scelta ambientalmente più sostenibile rispetto ai temi del disinquinamento dei reflui conciari e questo ci ha consentito di attrezzarci non solo per il futuro ma anche per lo sviluppo del comprensorio. La depurazione garantita è un elemento sostanziale per restare su un territorio». Chi non ha pensato a questo ora rischia di trovarsi svantaggiato e deve mettere in conto trasferimenti.
Ovviamente le regole resteranno uguali per tutti con i controlli a sorpresa e la richiesta di certi requisiti per potersi collegare al depuratore.(s.c.)
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