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La pista ciclabile che s’interrompe senza un motivo 

La pista ciclabile che s’interrompe senza un motivo 

La frazione delle Melorie ne chiede il completamento Proteste per i furti nelle aziende e nelle abitazioni

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PONSACCO. La pista ciclabile parte dalla rotatoria dei cimiteri a Ponsacco e va verso Le Melorie. Passa a fianco di via di Gello, e arriva alla rotatoria di viale Italia. Ma qui, di colpo, s’interrompe. Con praticamente tutto l’abitato della frazione che resta escluso da quello che i cittadini sentono come uno dei bisogni primari della frazione. Eppure, in un’area molto trafficata e con pochi marciapiedi degni di questo nome, sarebbe un elemento fondamentale per la vivibilità delle persone.

Anziane a rischio. «È un grosso problema – sottolinea Alessandro Cecchetti, del Bar Sport che ieri ha ospitato la tappa del Caffè Tirreno nella frazione ponsacchina – perché molte donne anziane vanno a Ponsacco in bicicletta, ma per un lungo tratto devono rischiare di essere investite dalle auto, visto che la pista ciclabile parte solo dalla rotatoria di viale Italia». Un tema, quello della pista ciclabile interrotta, che viene sollevato anche da Franco Forti che aggiunge il carico dei pochi servizi, «una situazione tipica delle frazioni slegate dai centri urbani più importanti. Con l’aggiunta che alle Melorie ci sono collegamenti scarsi, se si eccettuano le strade per le auto».

Voglia di sicurezza. La paura dei furti, nelle abitazioni e nelle aziende, è un altro dei temi forti di questo appuntamento tra cittadini e giornalisti del Tirreno. Un argomento che è fortemente legato alla richiesta di maggiori controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine. Gianfranco Bimbi, per esempio, racconta fatti concreti: «I furti alle attività commerciali sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Sabato scorso ci è suonato l’allarme, avevano già rubato alla carrozzeria vicino a noi. Siamo assediati. In passato ci hanno rubato oltre 40 quintali di rame; l’hanno portato via con il nostro camion. Per fortuna, almeno il camion lo abbiamo ritrovato una decina di giorni più tardi a Pisa. La rotatoria di viale Italia è sempre stata al buio a causa del furto dei cavi di rame; l’illuminazione non è mai stata ripristinata e purtroppo, anche a causa di questo, ci sono stati vari incidenti su quella rotatoria». Salvatore Gianfortone dice di avere la sensazione «che le istituzioni locali troppo spesso non siano al fianco dei cittadini. Anche per quanto riguarda la sicurezza, non mi sento al sicuro». Anche Rubina Anichini segnala questa piaga, ormai molto diffusa, non solo nel territorio di Ponsacco: «Ultimamente la frazione è stata colpita continuamente da furti, non ci sentiamo al sicuro. Abbiamo paura anche a lasciar fuori a giocare i nostri figli. Servono maggiori controlli». E poi Alberto Cioni che affronta l’argomento d’attualità delle «carovane di nomadi che stazionano appena trovano uno spazio libero. Quando va bene, lasciano sporcizia. La nostra attività in viale Europa ha già subito sei furti, più una dozzina di tentativi». L’imprenditore chiede controlli anche per un altro aspetto: «Il piazzale davanti alla nostra attività è diventato un parcheggio, non autorizzato, per tir. Capita che i rimorchi vi rimangono parcheggiati anche per un mese. Alla fine abbiamo deciso di rimanere chiusi il sabato perché letteralmente oscurati dai mezzi pesanti».

Spariti gli artigiani del legno. E Cioni introduce anche «la scomparsa dei mobilieri», spiegando che «nonostante la storica tradizione ponsacchina del mobile, qui non ci sono più falegnami». E Gianfranco Pratelli rincara la dose: «Qui non esistono più i falegnami, hanno chiuso tutti. Sono rimaste giusto due mostre».

Niente spazi per i bimbi. Ma una delle situazioni a cui trovare rimedio a tutti i costi è sollevata dalla barista del locale che ha ospitato il Caffè Tirreno, Grazia Bufalini: «Qui manca parco per bambini. Non c'è nemmeno un'area verde. Ci vorrebbe anche una piscina comunale, che potrebbe essere costruita a lato della pizzeria Il Cantuccio». E anche Rubina Anichini sottolinea che «in via delle Rose erano previsti giochi per bambini e invece l’amministrazione non ha installato alcuna attrazione. I bambini meritano uno spazio dove passare il tempo libero, anche a Le Melorie».

Il cantiere mai finito e l’asfalto. Roberto Masi e Domenico Libardi segnalano gli stessi problemi: «Il cantiere mai finito in via Gioia che è fermo da anni e che non sarà mai ultimato. Ma che avrebbe comunque bisogno di un intervento che eviti il degrado e i problemi di igiene per gli abitanti della zona. Ma anche la necessità di asfaltare via Colombo, una strada piena di buche che è stata rattoppata più volte, ma che ormai è quasi impraticabile, malgrado sia transitata da tantissime auto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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