Italia
Dopo gli abusi edilizi finiscono nel mirino i rifiuti abbandonati
Il Comune ritenta la strada dell’avvio del procedimento amministrativo per liberare dal degrado un’area che è di proprietà di aziende riconducibili ad Alberto Rocchi, ex consigliere dell’Udc
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CASCINA. Non sono solo le baracche e gli edifici abusivi in parte ora affittati a famiglie rom ad avere attirato le attenzioni dell’amministrazione dopo le segnalazioni dei cittadini che abitano a Pettori e Musigliano. Il Comune si trova ad affrontare anche un’altra vecchia questione, finita al centro delle cronache locali più volte e che riguarda lo smaltimento di rifiuti che l’ex consigliere comunale e imprenditore Alberto Rocchi o le società a lui riconducibili hanno nel corso del tempo conferito in questa zona. Come è successo per le costruzioni abusive, ci sono stati un’infinità di controlli e di comunicazioni all’autorità giudiziaria.
Ma poi, come spesso succede, i procedimenti sono rimasti chiusi in qualche cassetto e nessuno si è mai preoccupato di andare a vedere se i rifiuti trasportati nei terreni in maniera illecita erano stati mai rimossi. Già il 13 ottobre 2011 personale della polizia giudiziaria della Procura di Firenze aveva riscontrato la presenza di rifiuti di colore nero depositati all’interno della discarica del gruppo Rocchi in via del Mulino, scarti di fonderia scaricati da un camion rimasto sul posto, rifiuti vari e una grossa quantità di eternit frantumato. Successive indagini hanno permesso di ricostruire chi aveva scaricato quei materiali, da dove arrivavano e con cosa erano stati portati a Cascina. Al problema si è aggiunto un altro problema: i rifiuti non solo erano stati portati in un’area di proprietà dell’Immobiliare Cascina, una delle società che fanno riferimento a Rocchi, ma anche in quella del vicino di casa, un altro imprenditore che nel corso del tempo, tramite avvocati e una fitta corrispondenza con gli uffici del Comune, ha spiegato di non avere alcuna responsabilità anche se i rifiuti sono stati scaricati su terreni che non sono di Rocchi.
Già nel 2013 il Comune aveva emesso un avvio del procedimento nei confronti di Rocchi e di altre ditte finite al centro dei controlli pur con ruoli diversi e in alcuni casi senza averne una responsabilità diretta. Considerato che questo primo procedimento non ha avuto alcun esito, dopo che l’area è stata controllata in quanto affittata a rom, il Comune ha fatto partire un altro avvio del procedimento amministrativo chiedendo la rimozione dei rifiuti e chiamando in causa l’azienda Ecogiovani e l’Immobiliare Carrara che sono state fuse e incorporate nella società Nico Trasporti. Si parla di società che hanno per legali rappresentanti persone di fiducia di Rocchi. Tra l’altro, in mezzo alle aree controllate ci sono non solo porzioni di terreni di proprietà di aziende del gruppo Rocchi, ma anche di imprenditori confinanti e pure della parrocchia di Ripoli.
Entro 30 giorni dalla notifica dell’avvio del procedimento, già avvenuta, i rifiuti dovranno essere rimossi dando comunicazione all’Arpat, alla Regione e al Comune almeno dieci giorni prima della rimozione dei rifiuti stessi, così da dare la possibilità ai diversi enti di procedere con i controlli.
L’avvio del procedimento è stato comunicato, sempre per conoscenza, alle Procure di Livorno, Pisa e Firenze oltre che alla polizia municipale.
Cosa succederà dopo questa nuova “tempesta” amministrativa che si abbatte sull’ex consigliere comunale dell’Udc? Difficile dirlo. Gli amministratori sembrano intenzionati a procedere fino a quando le varie pratiche non saranno risolte. Anche i sindaci di sinistra, a cominciare da Moreno Franceschini, avevano provato a gestire le numerose irregolarità evidenziate anche in seguito ad interventi dell’autorità giudiziaria. La lentezza della giustizia non pare avere aiutato a chiarire le situazioni.
«La nostra linea con Rocchi è chiara e lui lo sa – dice la sindaca leghista Susanna Ceccardi – Nessuna promessa da parte nostra se non quella di eliminare le situazioni illecite. E se qualcuno afferma il contrario sarà denunciato».
Sabrina Chiellini
Ma poi, come spesso succede, i procedimenti sono rimasti chiusi in qualche cassetto e nessuno si è mai preoccupato di andare a vedere se i rifiuti trasportati nei terreni in maniera illecita erano stati mai rimossi. Già il 13 ottobre 2011 personale della polizia giudiziaria della Procura di Firenze aveva riscontrato la presenza di rifiuti di colore nero depositati all’interno della discarica del gruppo Rocchi in via del Mulino, scarti di fonderia scaricati da un camion rimasto sul posto, rifiuti vari e una grossa quantità di eternit frantumato. Successive indagini hanno permesso di ricostruire chi aveva scaricato quei materiali, da dove arrivavano e con cosa erano stati portati a Cascina. Al problema si è aggiunto un altro problema: i rifiuti non solo erano stati portati in un’area di proprietà dell’Immobiliare Cascina, una delle società che fanno riferimento a Rocchi, ma anche in quella del vicino di casa, un altro imprenditore che nel corso del tempo, tramite avvocati e una fitta corrispondenza con gli uffici del Comune, ha spiegato di non avere alcuna responsabilità anche se i rifiuti sono stati scaricati su terreni che non sono di Rocchi.
Già nel 2013 il Comune aveva emesso un avvio del procedimento nei confronti di Rocchi e di altre ditte finite al centro dei controlli pur con ruoli diversi e in alcuni casi senza averne una responsabilità diretta. Considerato che questo primo procedimento non ha avuto alcun esito, dopo che l’area è stata controllata in quanto affittata a rom, il Comune ha fatto partire un altro avvio del procedimento amministrativo chiedendo la rimozione dei rifiuti e chiamando in causa l’azienda Ecogiovani e l’Immobiliare Carrara che sono state fuse e incorporate nella società Nico Trasporti. Si parla di società che hanno per legali rappresentanti persone di fiducia di Rocchi. Tra l’altro, in mezzo alle aree controllate ci sono non solo porzioni di terreni di proprietà di aziende del gruppo Rocchi, ma anche di imprenditori confinanti e pure della parrocchia di Ripoli.
Entro 30 giorni dalla notifica dell’avvio del procedimento, già avvenuta, i rifiuti dovranno essere rimossi dando comunicazione all’Arpat, alla Regione e al Comune almeno dieci giorni prima della rimozione dei rifiuti stessi, così da dare la possibilità ai diversi enti di procedere con i controlli.
L’avvio del procedimento è stato comunicato, sempre per conoscenza, alle Procure di Livorno, Pisa e Firenze oltre che alla polizia municipale.
Cosa succederà dopo questa nuova “tempesta” amministrativa che si abbatte sull’ex consigliere comunale dell’Udc? Difficile dirlo. Gli amministratori sembrano intenzionati a procedere fino a quando le varie pratiche non saranno risolte. Anche i sindaci di sinistra, a cominciare da Moreno Franceschini, avevano provato a gestire le numerose irregolarità evidenziate anche in seguito ad interventi dell’autorità giudiziaria. La lentezza della giustizia non pare avere aiutato a chiarire le situazioni.
«La nostra linea con Rocchi è chiara e lui lo sa – dice la sindaca leghista Susanna Ceccardi – Nessuna promessa da parte nostra se non quella di eliminare le situazioni illecite. E se qualcuno afferma il contrario sarà denunciato».
Sabrina Chiellini
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