Sicurezza
L’ira di Calderoli: «Siano loro ad adeguarsi»
«Siamo noi che dobbiamo integrarci agli islamici?».È la provocatoria domanda che si pone Roberto Calderoli (nella foto), vicepresidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della...
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«Siamo noi che dobbiamo integrarci agli islamici?».
È la provocatoria domanda che si pone Roberto Calderoli (nella foto), vicepresidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega, che sale subito sul carro delle polemiche relative al presunto caso di discriminazione avvenuto a Pontedera.
«Siamo noi a doverci integrare, a casa nostra, agli islamici che vogliono abolire il Natale, far andare in giro le donne con il burqa, far parlare in arabo i loro figli nei nostri quartieri, mettere moschee al posto delle chiese, eccetera. Altro che integrazione, ormai siamo alla follia di dover essere noi ad adeguarci a usanze e pretese di chi è appena arrivato qui e pretende di imporci il suo modo di vivere».
«L'ennesima conferma – aggiunge il senatore Calderoli – arriva da Pontedera, dove un istituto con centro sportivo ha deciso di accettare la richiesta di 10 famiglie islamiche di vietare la tradizionale merenda-panino con mortadella ai bambini, per la solita ragione che gli islamici non possono toccare la carne di maiale, estendendo il divieto a tutti i 400 bambini interessati. Un'assurdità che una minoranza di 10 famiglie imponga la sua volontà su 400, un messaggio sbagliato, anche a livello educativo, perché significa darla sempre vinta a chi qui sta dimostrando in tutto e per tutto, quotidianamente, di non volersi integrare. L'Italia non è l'Arabia, se qualcuno non vuol mangiare la carne suina è padronissimo di farlo, ma non può vietarlo anche a noi e se non è d'accordo torni da dove è venuto. Sarebbe auspicabile un intervento del Governo e anche del Pd, ma figurarsi se diranno una parola, tanto più che la vicenda accade nella loro Toscana».
È la provocatoria domanda che si pone Roberto Calderoli (nella foto), vicepresidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega, che sale subito sul carro delle polemiche relative al presunto caso di discriminazione avvenuto a Pontedera.
«Siamo noi a doverci integrare, a casa nostra, agli islamici che vogliono abolire il Natale, far andare in giro le donne con il burqa, far parlare in arabo i loro figli nei nostri quartieri, mettere moschee al posto delle chiese, eccetera. Altro che integrazione, ormai siamo alla follia di dover essere noi ad adeguarci a usanze e pretese di chi è appena arrivato qui e pretende di imporci il suo modo di vivere».
«L'ennesima conferma – aggiunge il senatore Calderoli – arriva da Pontedera, dove un istituto con centro sportivo ha deciso di accettare la richiesta di 10 famiglie islamiche di vietare la tradizionale merenda-panino con mortadella ai bambini, per la solita ragione che gli islamici non possono toccare la carne di maiale, estendendo il divieto a tutti i 400 bambini interessati. Un'assurdità che una minoranza di 10 famiglie imponga la sua volontà su 400, un messaggio sbagliato, anche a livello educativo, perché significa darla sempre vinta a chi qui sta dimostrando in tutto e per tutto, quotidianamente, di non volersi integrare. L'Italia non è l'Arabia, se qualcuno non vuol mangiare la carne suina è padronissimo di farlo, ma non può vietarlo anche a noi e se non è d'accordo torni da dove è venuto. Sarebbe auspicabile un intervento del Governo e anche del Pd, ma figurarsi se diranno una parola, tanto più che la vicenda accade nella loro Toscana».
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