Sicurezza
L’ex moglie assume un legale
di Pietro Barghigiani
Contattato lo studio di un avvocato. Oggi l’autopsia I carabinieri acquisiscono le immagini del negozio
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PISA. Non pretendono di invertire una verità stampata nei fotogrammi di una sequenza filmata che inizia con una rapina e si conclude con un morto ammazzato. Vogliono solo capire senza restare remissivi. E per farlo sono pronti a entrare, con l’assistenza di professionisti, come parti offese nel procedimento penale in cui il gioielliere Daniele Ferretti, 70 anni, di Ghezzano, è indagato per omicidio volontario.
Un passaggio tecnico, come spiegato dal procuratore capo Alessandro Crini, per arrivare a una probabile archiviazione per legittima difesa.
Contattato uno studio legale. Mercoledì uno studio legale pisano è stato contattato dall’ex moglie di Simone Bernardi, il rapinatore di 43 anni deceduto nella gioielleria Ferretti poco prima delle otto di sera. Un colpo in un avambraccio e un secondo proiettile che dalla spalla sinistra ha trapassato il torace uscendo dalla spalla destra. Colpi sparati da Ferretti dopo aver visto un bandito puntare una pistola al volto della moglie dietro al bancone del piccolo negozio di via Battelli.
Bernardi, originario di Aprilia (Latina), genitori morti da tempo, un fratello in carcere, era separato e padre di due figlie minorenni.
L’ex compagna ha parlato con i legali pisani per definire la posizione di rappresentante dei due minori come parti offese che, in caso di processo, diventerebbero parti civili per chiedere i danni in caso di condanna. I familiari si stanno muovendo anche a livello di consulenti da ingaggiare in vista dell’autopsia in programma oggi pomeriggio a medicina legale.
In questo caso i professionisti sentiti sono docenti universitari di Roma. Insomma, per quanto le immagini della rapina siano eloquenti nel raccontare un episodio da manuale della legittima difesa, i familiari del rapinatore disarmato e con il volto travisato non si fanno da parte.
Le indagini. I carabinieri, intanto, stanno proseguendo con le indagini per risalire ai due complici di Bernardi.
Il cellulare del 43enne è una fonte di contatti, soprattutto negli ultimi giorni prima del colpo. Ma altri telefonini, in uso e non intestati all’uomo, sono all’attenzione degli investigatori.
Numeri utili per tentare di riannodare mettere insieme elementi sufficienti per rintracciare i due accusati di rapina aggravata in concorso e detenzione abusiva di armi. Si lavora nell’ambiente della malavita locale e in quella che tra bassa Toscana e Lazio può aver offerto un contesto di sodali del bandito deceduto pronti a diventare trasfertisti delle rapine.
Le telecamere. Gli investigatori hanno chiesto ai commercianti che dispongono di una videosorveglianza privata copia delle memorie da cui estrarre le immagini. Sono i negozi di via Battelli e delle zone limitrofe, considerate come possibili vie di fuga della banda.
La Panda. L’auto rubata in lungarno Guadalongo e parcheggiata dall’altro lato della strada in via Battelli, di fronte al negozio, è stata esaminata per rintracciare materiale significativo in modo da indirizzare i carabinieri verso la pista che porti ai due complici. Che da martedì sera vengono cercati tra Toscana e Lazio.
Sopralluogo. Oggi pomeriggio è previsto un nuovo sopralluogo nella gioielleria di via Battelli sequestrata da martedì sera. Uno scrupolo per definire anche a livello balistico la sparatoria mortale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un passaggio tecnico, come spiegato dal procuratore capo Alessandro Crini, per arrivare a una probabile archiviazione per legittima difesa.
Contattato uno studio legale. Mercoledì uno studio legale pisano è stato contattato dall’ex moglie di Simone Bernardi, il rapinatore di 43 anni deceduto nella gioielleria Ferretti poco prima delle otto di sera. Un colpo in un avambraccio e un secondo proiettile che dalla spalla sinistra ha trapassato il torace uscendo dalla spalla destra. Colpi sparati da Ferretti dopo aver visto un bandito puntare una pistola al volto della moglie dietro al bancone del piccolo negozio di via Battelli.
Bernardi, originario di Aprilia (Latina), genitori morti da tempo, un fratello in carcere, era separato e padre di due figlie minorenni.
L’ex compagna ha parlato con i legali pisani per definire la posizione di rappresentante dei due minori come parti offese che, in caso di processo, diventerebbero parti civili per chiedere i danni in caso di condanna. I familiari si stanno muovendo anche a livello di consulenti da ingaggiare in vista dell’autopsia in programma oggi pomeriggio a medicina legale.
In questo caso i professionisti sentiti sono docenti universitari di Roma. Insomma, per quanto le immagini della rapina siano eloquenti nel raccontare un episodio da manuale della legittima difesa, i familiari del rapinatore disarmato e con il volto travisato non si fanno da parte.
Le indagini. I carabinieri, intanto, stanno proseguendo con le indagini per risalire ai due complici di Bernardi.
Il cellulare del 43enne è una fonte di contatti, soprattutto negli ultimi giorni prima del colpo. Ma altri telefonini, in uso e non intestati all’uomo, sono all’attenzione degli investigatori.
Numeri utili per tentare di riannodare mettere insieme elementi sufficienti per rintracciare i due accusati di rapina aggravata in concorso e detenzione abusiva di armi. Si lavora nell’ambiente della malavita locale e in quella che tra bassa Toscana e Lazio può aver offerto un contesto di sodali del bandito deceduto pronti a diventare trasfertisti delle rapine.
Le telecamere. Gli investigatori hanno chiesto ai commercianti che dispongono di una videosorveglianza privata copia delle memorie da cui estrarre le immagini. Sono i negozi di via Battelli e delle zone limitrofe, considerate come possibili vie di fuga della banda.
La Panda. L’auto rubata in lungarno Guadalongo e parcheggiata dall’altro lato della strada in via Battelli, di fronte al negozio, è stata esaminata per rintracciare materiale significativo in modo da indirizzare i carabinieri verso la pista che porti ai due complici. Che da martedì sera vengono cercati tra Toscana e Lazio.
Sopralluogo. Oggi pomeriggio è previsto un nuovo sopralluogo nella gioielleria di via Battelli sequestrata da martedì sera. Uno scrupolo per definire anche a livello balistico la sparatoria mortale.
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