Il Tirreno

Pontedera

«Addio creature» 

«Addio creature» 

Grande commozione al funerale del professor Niccolai

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VICOPISANO . C’erano gli amici di vecchia data, con cui si era perso di vista, e quelli di sempre. E poi tanti colleghi, conoscenti, ma soprattutto loro, i “suoi” ragazzi di oggi e di ieri che gli hanno voluto un gran bene. In tanti hanno salutato per l’ultima volta Luca Niccolai, insegnante d’italiano e storia all’istituto Fermi di Pontedera, morto a Vicopisano per un infarto mentre si trovava con la moglie, Laila Lenzini, i suoi cani, Cosmo e Tara e uno studente che si prepara alla maturità.

Un addio con rito civile, cominciato alle onoranze funebri Magnani, dove la salma è stata vegliata da tantissime persone e poi al cimitero di Vicopisano. I “suoi” ragazzi delle quinte, hanno ricordato aneddoti commoventi, seguiti da un collega e da un amico.

«L’ho avuto come insegnante per un solo anno – spiega un ex alunno – ma gli ero molto legato, anche per la passione comune che abbiamo per i cani di razza Bovari del Bernese. Era un ottimo professore». Tra i colleghi presenti alla veglia, c’era Lucia Gonnelli: «Di Luca ero anche amica. Lo eravamo tutti e lo siamo ancora. È stato bellissimo vedere tantissimi ragazzi. Il legame che avevano con lui, se lo porteranno dietro per tutta la vita». E racconta un aneddoto: «Poiché non vedeva bene, aveva bisogno della vicinanza fisica e, dalla voce, riusciva a riconoscere tutti. Questo era meraviglioso. La cosa più bella è che quando entrava in classe diceva sempre “Buongiorno creature”. Da Luca, prendo proprio questo modo di salutare la classe, è come un inno alla vita». Un grande professore, secondo un altro ex studente – di quelli che ti fanno passare la voglia di non fare e, allo stesso tempo, ti fanno venire quella d’impegnarti. Se ho trovato un lavoro e ho costruito una famiglia, lo devo anche a lui».

Alla cappella storica del cimitero, la moglie ha ringraziato tutti i presenti. Poi il feretro è stato sepolto nella commozione generale nella parte nuova del cimitero vicarese. E infine l’ultima scena: la moglie Laila che getta una manciata di terra sulla bara e i fiori lasciati da alcuni studenti.

Carlo Palotti

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