Sicurezza
Oggi a Cascina il primo sì tra due uomini
L’unione sarà celebrata dall’ufficiale di stato civile. La sindaca rivendica l’obiezione di coscienza
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CASCINA. C’è grande attesa oggi alle 15.30 a Cascina, in particolare negli ambienti che sono vicini ai due sposi oltre che agli ex amministratori comunali – tra gli invitati ci sarà anche l’ex sindaco, Alessio Antonelli – per la prima unione civile tra due uomini che viene celebrata nella sala del consiglio comunale di Cascina. A celebrarla non sarà la sindaca leghista Susanna Ceccardi e neanche qualche membro della giunta, ma l’ufficiale di stato civile. «Ho fatto come ho sempre detto, niente deleghe – spiega la sindaca – per il resto sapete come la penso, posso solo dire: auguri». La prima cittadina, infatti, non ha dato deleghe e rimane fedele alla sua posizione sulle unioni civili rivendicando, ancora una volta, il diritto all’obiezione di coscienza. La cerimonia sarà celebrata nella sala consiliare. E così oggi Davide Camatari e Marco Mariotti, gli sposi, coroneranno il loro sogno dopo 14 anni di vita insieme nonostante le mille peripezie burocratiche che hanno dovuto affrontare a Cascina, Comune dove risiedono da molto tempo. Uno dei due è figlio di un ex assessore del Pd e fratello di una stretta collaboratrice dell’ex sindaco Antonelli. La coppia e gli amici hanno inteso fare di questo avvenimento, come è stato scritto anche sui social, un momento per rivendicare il diritto di celebrare unioni civili, come sancito dalla legge.
«Per mesi – dice la sindaca Ceccardi – i nostri avversari hanno montato polemiche inutili. “Ah ma voi violate la legge, siete omofobi, vi dovete vergognare, fate discriminazioni. ” E io, per mesi, ho pazientemente risposto che niente di tutto questo era vero, che io, per questioni di coscienza, non avrei celebrato personalmente l’unione e non avrei dato deleghe, ma che ci sarebbe stato un ufficiale di stato civile preposto che avrebbe comunque celebrato l’unione. Dopo un anno di legge Cirinnà, quanti hanno prenotato la sala per sposarsi qua? Una sola coppia. Cosa significa questo? Che alla stragrande maggioranza delle coppie gay, di queste unioni civili non gliene importa niente. Ai gay, come a tutti gli altri, interessa di avere un futuro, un lavoro, città più sicure. Queste sono le vere priorità. Naturalmente credo sacrosanto preservare il diritto dei bambini ad avere una mamma e un babbo. Se, come temo, la legge sulle unioni civili tenterà di essere un grimaldello per aprire la pista alle adozioni omosessuali, troveranno una strenua opposizione da parte mia, della Lega Nord e di tanti omosessuali ragionevoli che capiscono l’importanza di preservare i diritti dei più piccoli».
«Per mesi – dice la sindaca Ceccardi – i nostri avversari hanno montato polemiche inutili. “Ah ma voi violate la legge, siete omofobi, vi dovete vergognare, fate discriminazioni. ” E io, per mesi, ho pazientemente risposto che niente di tutto questo era vero, che io, per questioni di coscienza, non avrei celebrato personalmente l’unione e non avrei dato deleghe, ma che ci sarebbe stato un ufficiale di stato civile preposto che avrebbe comunque celebrato l’unione. Dopo un anno di legge Cirinnà, quanti hanno prenotato la sala per sposarsi qua? Una sola coppia. Cosa significa questo? Che alla stragrande maggioranza delle coppie gay, di queste unioni civili non gliene importa niente. Ai gay, come a tutti gli altri, interessa di avere un futuro, un lavoro, città più sicure. Queste sono le vere priorità. Naturalmente credo sacrosanto preservare il diritto dei bambini ad avere una mamma e un babbo. Se, come temo, la legge sulle unioni civili tenterà di essere un grimaldello per aprire la pista alle adozioni omosessuali, troveranno una strenua opposizione da parte mia, della Lega Nord e di tanti omosessuali ragionevoli che capiscono l’importanza di preservare i diritti dei più piccoli».
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