Sicurezza
Salvato da un militare della Guardia Costiera
Colpito da un attacco cardiaco, pensionato di 70 anni deve la vita a un vicino che ha fatto le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dei soccorsi
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FORCOLI
Un pensionato di 70 anni viene salvato da un vicino di casa dopo avere avuto un colpito da un attacco cardiaco. Ora che l’uomo sta meglio la moglie del soccorritore racconta la storia.
«Io e mio marito, Carlo Coppola, militare della Guardia Costiera alla Capitaneria di Porto a Marina Carrara, eravamo in casa – racconta Elena Consoloni – A un certo punto mio marito ha sentito delle grida e ha riconosciuto la voce della vicina che chiedeva disperatamente un aiuto. Lui si è precipitato immediatamente a vedere cosa stava succedendo. Quando è entrato ha trovato il marito, un uomo di 70 anni, steso a terra, pancia in su, nero in volto, bocca aperta con schiuma bianca e sguardo perso nel vuoto. Gli ha sentito il polso e si è accorto che era privo di battito».
A quel punto si è messa in moto la catena dei soccorsi. Coppola ha chiamato il 118 e nel frattempo ha iniziato le manovre di rianimazione.
«Poco dopo – prosegue Consoloni – è arrivata anche un’altra vicina che ha fatto da tramite tra mio marito e l’operatore del 118, il quale gli diceva come fare per proseguire con il massaggio cardiaco».
Intanto, fuori per la strada, stava spargendosi la voce che l’uomo era morto. «Dopo circa venti minuti è intervenuta l’ambulanza, fino all’arrivo di quest’ultima, mio marito non ha mai smesso di rianimare il corpo del vicino. Il medico del 118 ci ha detto che il battito, seppur lieve, era presente, ma la situazione era comunque molto grave».
Poi la corsa all’ospedale, ma probabilmente quel primo soccorso prestato in casa da mani che sapevano cosa fare è servito a salvare una vita.
«Il giorno seguente, in attesa di notizie sul nostro vicino, temevamo il peggio, in quanto era rimasto per troppo tempo in arresto cardiaco», spiega la donna.
«Invece abbiamo ricevuto i ringraziamenti dei familiari, i quali ci hanno detto che il nostro vicino si era svegliato, era cosciente ed in grado di compiere piccole attività motorie».
Una bella soddisfazione. La sensazione di chi sente di essersi reso utile. E spera che questo difficile momento possa essere ormai una cosa passata.
«Ci hanno detto che il medico dell’ospedale ha espressamente dichiarato che senza l’intervento di mio marito, il quale ha eseguito egregiamente la manovra di rianimazione, quasi certamente il nostro vicino non sarebbe sopravvissuto», conclude Consoloni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un pensionato di 70 anni viene salvato da un vicino di casa dopo avere avuto un colpito da un attacco cardiaco. Ora che l’uomo sta meglio la moglie del soccorritore racconta la storia.
«Io e mio marito, Carlo Coppola, militare della Guardia Costiera alla Capitaneria di Porto a Marina Carrara, eravamo in casa – racconta Elena Consoloni – A un certo punto mio marito ha sentito delle grida e ha riconosciuto la voce della vicina che chiedeva disperatamente un aiuto. Lui si è precipitato immediatamente a vedere cosa stava succedendo. Quando è entrato ha trovato il marito, un uomo di 70 anni, steso a terra, pancia in su, nero in volto, bocca aperta con schiuma bianca e sguardo perso nel vuoto. Gli ha sentito il polso e si è accorto che era privo di battito».
A quel punto si è messa in moto la catena dei soccorsi. Coppola ha chiamato il 118 e nel frattempo ha iniziato le manovre di rianimazione.
«Poco dopo – prosegue Consoloni – è arrivata anche un’altra vicina che ha fatto da tramite tra mio marito e l’operatore del 118, il quale gli diceva come fare per proseguire con il massaggio cardiaco».
Intanto, fuori per la strada, stava spargendosi la voce che l’uomo era morto. «Dopo circa venti minuti è intervenuta l’ambulanza, fino all’arrivo di quest’ultima, mio marito non ha mai smesso di rianimare il corpo del vicino. Il medico del 118 ci ha detto che il battito, seppur lieve, era presente, ma la situazione era comunque molto grave».
Poi la corsa all’ospedale, ma probabilmente quel primo soccorso prestato in casa da mani che sapevano cosa fare è servito a salvare una vita.
«Il giorno seguente, in attesa di notizie sul nostro vicino, temevamo il peggio, in quanto era rimasto per troppo tempo in arresto cardiaco», spiega la donna.
«Invece abbiamo ricevuto i ringraziamenti dei familiari, i quali ci hanno detto che il nostro vicino si era svegliato, era cosciente ed in grado di compiere piccole attività motorie».
Una bella soddisfazione. La sensazione di chi sente di essersi reso utile. E spera che questo difficile momento possa essere ormai una cosa passata.
«Ci hanno detto che il medico dell’ospedale ha espressamente dichiarato che senza l’intervento di mio marito, il quale ha eseguito egregiamente la manovra di rianimazione, quasi certamente il nostro vicino non sarebbe sopravvissuto», conclude Consoloni.
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