Famiglie contro il Comune dopo il crack immobiliare
Il caso della Coop Primavera 90 finisce al centro di una riunione della Consulta Sorace, portavoce dei cittadini: «Dagli amministratori nessuna risposta»
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SAN MINIATO. Le famiglie di Ponte Agola che sono state vittime del crack immobiliare della cooperativa Primavera 90 hanno detto la loro anche alla Consulta che si è svolta alla presenza degli assessori David Spalletti (sport) e di Marzia Fattori (lavori pubblici), del consigliere Pd Giacomo Pannocchia, dell’architetto Antonino Bova e della vicesindaca Chiara Rossi.
Una rappresentanza delle famiglie vittime della truffa da parte della Primavera 90, venute a conoscenza che il loro problema non era stato messo all’ordine del giorno, hanno insistito perché fosse trattato in gni caso.
È stato Alfredo Sorace, in rappresentanza delle 24 famiglie di Ponte a Egola a fare il punto.
«Il Comune finora non ha voluto vigilare e controllare la convenzione stipulata tra l’amministrazione e la Primavera 90, considerati vicina al Pd, come sappiamo. Più volte ho fatto presente tale situazione ai vari segretari di turno, agli assessori e ai consiglieri comunali per cercare di risolvere politicamente la delicata situazione senza ottenere nulla», ha detto il cittadino. Dopo l’esposizione del problema c’è stato il silenzio. «Non è la prima volta che succede una cosa del genere, abbiamo fatto molte riunioni con il Comune, ma l’architetto Bova ha sempre detto di non essere disponibile a rivedere le errate valutazioni dei costi dei terreni e delle case effettuate dalla precedente e dall’attuale amministrazione», ha aggiunto Sorace.
La famiglie di Ponte a Egola non si sentono tutelate anche se non intendono subire le minacce di sfratto dopo che da lungo tempo subiscono danni morali e materiali. «Il Comune dovrebbe essere al nostro fianco».
Del resto gli appartamenti sono stati costruiti a suo tempo in un’area per l’edilizia economica e popolare.
Così, dopo questa riunione in cui l’amministrazione comunale non ha preso alcun impegno, i soci della Coop invitano per l’ennesima volta il Comune a chiarire «questa vicenda e ad attivarsi presso gli enti preposti per trovare una soluzione per le famiglie. Una volta tanto la politica deve fare il proprio dovere e non demandare sempre alla magistratura il compito di fare giustizia». (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una rappresentanza delle famiglie vittime della truffa da parte della Primavera 90, venute a conoscenza che il loro problema non era stato messo all’ordine del giorno, hanno insistito perché fosse trattato in gni caso.
È stato Alfredo Sorace, in rappresentanza delle 24 famiglie di Ponte a Egola a fare il punto.
«Il Comune finora non ha voluto vigilare e controllare la convenzione stipulata tra l’amministrazione e la Primavera 90, considerati vicina al Pd, come sappiamo. Più volte ho fatto presente tale situazione ai vari segretari di turno, agli assessori e ai consiglieri comunali per cercare di risolvere politicamente la delicata situazione senza ottenere nulla», ha detto il cittadino. Dopo l’esposizione del problema c’è stato il silenzio. «Non è la prima volta che succede una cosa del genere, abbiamo fatto molte riunioni con il Comune, ma l’architetto Bova ha sempre detto di non essere disponibile a rivedere le errate valutazioni dei costi dei terreni e delle case effettuate dalla precedente e dall’attuale amministrazione», ha aggiunto Sorace.
La famiglie di Ponte a Egola non si sentono tutelate anche se non intendono subire le minacce di sfratto dopo che da lungo tempo subiscono danni morali e materiali. «Il Comune dovrebbe essere al nostro fianco».
Del resto gli appartamenti sono stati costruiti a suo tempo in un’area per l’edilizia economica e popolare.
Così, dopo questa riunione in cui l’amministrazione comunale non ha preso alcun impegno, i soci della Coop invitano per l’ennesima volta il Comune a chiarire «questa vicenda e ad attivarsi presso gli enti preposti per trovare una soluzione per le famiglie. Una volta tanto la politica deve fare il proprio dovere e non demandare sempre alla magistratura il compito di fare giustizia». (s. c.)
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