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Pontedera

il caso

Il sindaco dorme sulla torre per difendere l'ospedale

Andreas Quirici
Il sindaco Buselli sulla torre
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Il sindaco Buselli sulla torre

Marco Buselli: «La Regione vuol ridurre i servizi sanitari ai cittadini di Volterra»

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VOLTERRA. Il sindaco di Volterra sale sulla torre campanaria di Palazzo dei Priori, a una cinquantina di metri d’altezza, per protestare contro i ventilati tagli che la Regione vuol fare all’ospedale. Una decisione clamorosa, proprio nel giorno in cui in città è attesa Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità, per parlare dell’argomento. Un guanto di sfida che è solo l’inizio di una giornata convulsa, tra riunioni prima disdette e poi riconfermate, la delegazione della giunta volterrana estromessa dall’incontro tra Saccardi e i sindaci, proteste dei cittadini nei confronti dell’assessore e il sindaco Marco Buselli con sacco a pelo e coperte a passare la notte sulla vetta della città etrusca.

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L’antefatto. Da mesi si era diffusa la notizia che l’ospedale di Volterra avrebbe subito una pesante riorganizzazione con tagli ai servizi e un ridimensionamento da unità complessa a semplice. Erano stati esponenti dell’Asl a spiegare i programmi in un incontro con la Cgil lo scorso gennaio. Il tutto, mentre la Regione riduceva le zone distretto toscane, accorpando la Valdicecina con la Valdera e rafforzando l’idea a Volterra e dintorni che l’ospedale perdesse servizi a vantaggio del Felice Lotti di Pontedera. Poi la sommossa delle mamme per la perdita del terzo pediatra e la richiesta di assistenza nei weekend. Un maxi allarme sfociato nell’annuncio di una manifestazione per sabato prossimo in difesa di ospedale e sanità in Valdicecina. A tre giorni dalla giornata di protesta, però, il Pd (che in consiglio comunale occupa i banchi dell’opposizione), ha organizzato la visita di Saccardi per farle incontrare medici, sindacati, sindaci e cittadini in un’assemblea pubblica conclusiva. La contromossa di Buselli è stata proprio quella di salire sulla torre «per ottenere rassicurazioni scritte contro i ventilati tagli della Regione».


Delegazione respinta. Saccardi, prima ha annullato tutte le riunioni, tranne l’incontro pubblico. Poi li ha confermati, dicendo di «non volersi far dettare l’agenda da Buselli». Ma nell’appuntamento con i sindaci ha respinto il vicesindaco di Volterra, Riccardo Fedeli, che ha reagito duramente: «Un comportamento inaccettabile. L’assessore Saccardi escludendo dal confronto il Comune di Volterra ha estromesso dal confronto tutti i cittadini che hanno a cuore l’ospedale». Tensione anche all’inizio dell’incontro pubblico, in cui Saccardi è stata contestata.

Le rassicurazioni. «Nessun servizio e nemmeno un posto di lavoro sono a rischio a Volterra, così come nella programmazione regionale non si sta discutendo di trasferimenti di personale in altri territori». Parole che l’assessore regionale ha ripetuto a tutti, proponendo un protocollo d’intesa che sarà firmato a breve dai sindaci e sottoposto a verifica periodica. «Restano dubbi sull’assistenza pediatrica e sulla cardiologia notturna – ha detto Buselli dalla torre campanaria, informato attimo dopo attimo dell’evolversi della giornata – ma le aperture su emergenze-urgenze e mantenimento dei reparti di ortopedia e chirurgia sette giorni su sette sono elementi positivi. Aspettiamo a giudicare prima di vedere le carte scritte».

Le reazioni. Un atteggiamento simile a quello di Massimo Basilei della Cgil: «L’incontro con l’assessore è stato positivo. Ma aspettiamo a dare un giudizio definitivo in assenza di documenti scritti». Dichiarazioni a cui sono seguiti il «pieno sostegno» del Nursind alla protesta di Buselli e del gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, le critiche del segretario provinciale del Pd, Massimiliano Sonetti («Brutta figura di Buselli»). Mentre in mattinata, il consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo, aveva definito il sindaco, «un Giamburrasca che punta a lasciare Volterra sola e isolata».

Spaghetti e libri.  Buselli, che è un infermiere in aspettativa si fatto portare una prolunga per alimentare i suoi due telefonini, un punto luce, un sacco a pelo e una coperta, due libri, un piatto di spaghetti e frutta. Tutto per combattere il freddo della notte. Ma col pensiero a cosa inventarsi fino a sabato per mantenere accesi i riflettori sulla Valdicecina «e i territori disagiati d’Italia».
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