Il Tirreno

Pontedera

Un centro di ascolto per aiutare i malati di gioco d’azzardo

Un centro di ascolto per aiutare i malati di gioco d’azzardo

PERIGNANO. Apre i battenti un nuovo centro di ascolto per i dipendenti dal gioco d’azzardo. E lo fa, molto probabilmente, nella sua sede più naturale, nella parrocchia di Perignano, gestita da don...

3 MINUTI DI LETTURA





PERIGNANO. Apre i battenti un nuovo centro di ascolto per i dipendenti dal gioco d’azzardo. E lo fa, molto probabilmente, nella sua sede più naturale, nella parrocchia di Perignano, gestita da don Armando Zappolini, portavoce nazionale della campagna “Mettiamoci in Gioco” contro, appunto, la ludopatia. Il centro di ascolto è affidato alla cooperativa Il cammino di Lavaiano ed è finanziato dai Lions della Valdera. Oggi alle 18.30 l’inaugurazione. Da domani la struttura, che sarà aperta ogni giovedì dalle 17 alle 19, sarà attiva con un operatore che riceverà le telefonate, chiamando in aiuto uno psicologo o un legale, a seconda dei casi.

Il Cammino ha altri tre sportelli simili. Uno nella sede di Lavaiano, uno all’interno del municipio di Santa Maria a Monte e il terzo a Pisa.

«Da cinque anni a questa parte – spiega il presidente della cooperativa Matteo Lami – abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto di centocinquanta persone, con un aumento nell’ultimo periodo che non corrisponde all’incremento del gioco, ma al fatto che i problemi di chi gioca da anni non sono più rimandabili e portano le persone a rivolgersi a esperti».

Il tema è tra quelli più dibattuti e che don Armando Zappolini definisce come una «vera piaga dei nostri giorni. Sto assistendo a situazioni davvero critiche di persone che si rovinano a causa di Gratta e vinci o slot machine». Il parroco racconta di una ragazzina che si è rivolta a lui per salvare il padre dal gioco d’azzardo. «Sta distruggendo la famiglia – dice il sacerdote – e il tentativo è di fargli cambiare vita. C’è poi un tabaccaio che giocava tutti i Gratta e vinci della sua attività, ma ha contratto debiti che gravano sui figli e, addirittura, sui nipoti. Questa piaga è dilagante, ogni italiano spende all’anno 1. 600 euro nel gioco d’azzardo, mentre in Toscana ci sono più slot machine che posti letto negli ospedali».

«Finché lo Stato continuerà a creare malattie che non hanno cura, avremo grossi problemi da risolvere – spiega Milo Meini, responsabile del Sert di Pontedera dove i malati di ludopatia in cura sono moltissimi – Per chi è dipendente dal gioco d’azzardo non ci sono medicine, ma solo la speranza che qualche bravo psicologo migliori loro la situazione. Generalmente sono persone in età lavorativa, uomini o donne. Le slot machine che hanno più influenza sulla dipendenza rispetto ai Gratta e vinci».

Per fortuna ci sono anche casi che evolvono in maniera positiva. E che lasciano ben sperare per il futuro.

«Abbiamo storie di mogli o mariti che ci chiedono aiuto per il coniuge – riprende Lami – e, grazie alle regole di rigidità, soprattutto economica, che diamo loro, riescono a dare un sostegno molto concreto alla persona affetta da ludopatia. Ma il cammino è ancora lungo». (a. q.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web