Il Tirreno

Pontedera

Maltrattamenti, chiesta la citazione del Ministero 

Maltrattamenti, chiesta la citazione del Ministero 

Sotto accusa due maestre per le quali la Procura vuole il rinvio a giudizio Un’altra famiglia si è costituita parte civile. Udienza aggiornata al 30 giugno

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. Ancora nessuna decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio delle due insegnanti di Santa Croce sull’Arno finite sotto inchiesta per una storia di presunti maltramenti a scuola. Filomena Ferrara e Alessandra Caponi sono accusate di maltrattamenti sui fanciulli. Entrambe all’epoca dei fatti erano insegnanti in una scuola primaria di Santa Croce sull’Arno (ora solo una delle due è in servizio anche se ha una classe diversa, l’altra è andata in pensione).

Nell’udienza di ieri si è costituita parte civile un’altra famiglia e, come hanno fatto altri genitori, anche il legale di questa famiglia ha chiesto che venga citato in giudizio per la responsabilità civile anche il ministero dell’Istruzione. Il giudice ha aggiornato l’udienza al 30 giugno.

Dopo una denuncia e le indagini dei carabinieri, le due maestre, poche settimane prima della fine della scuola, quindi un anno fa, vennero sospese dal lavoro per un mese con un’ordinanza del Gip Elsa Iadaresta.

Entrambe, anche se con ruoli diversi, sono state accusate di avere maltrattato i piccoli allievi. I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale avevano installato una telecamera nell’aula dove i diciassette bambini frequentavano le lezioni e che per settimane ha registrato quanto avveniva.

Il pubblico ministero, Flavia Alemi, ha chiesto il rinvio a giudizio delle due maestre. Tra l’altro, una delle due insegnanti, quella accusata degli atti di violenza più gravi, era stata già denunciata per lo stesso motivo nel 2010 quando lavorava a Ponte a Egola, in un’altra scuola statale. Il provveditorato, però, non aveva preso alcun provvedimento. Ma quando è scoppiato il nuovo caso, molti si sono ricordati e hanno chiesto provvedimenti incisivi.

L’indagine ha portato alla luce una serie di situazioni anomale, dovute all’atteggiamento dell’insegnante, offese come “idiota, imbecille, vagabonda, rimbambita”. O ancora frasi come: “Tuo fratello è duro peggio di te”; “Io ti batterei in terra, ti batterei”.

Solo in un caso c’è stato, secondo la denuncia, un episodio di strattonamento vero e proprio.

Marginale, ma sempre con comportamenti che la Procura ritiene di rilevanza penale, il ruolo dell’altra docente. (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca