Il dolore
Domiciliari per l’impiegato accusato di peculato e truffa
Inchiesta sugli asili a Cascina: da lunedì il coordinatore pedagogico Alberto Romei si trova a casa di un familiare a Pisa dopo la decisione del tribunale del riesame
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CASCINA. Da lunedì pomeriggio Alberto Romei, coordinatore pedagogico del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Massa e Cozzile, si trova agli arresti domiciliari a Pisa a casa di un familiare. L’ordinanza del tribunale del riesame accoglie le richieste del difensore, Andrea Callaioli, che già alla fine del l’interrogatorio di garanzia aveva chiesto per l’indagato l’attenuazione della misura cautelare in carcere.
«Fin dall’inizio abbiamo ravvisato questa sproporzione – dice l’avvocato – in quanto Romei ha reso piena confessione, ammettendo di avere preso il denaro e spiegando come questo avveniva. Per cui avevamo chiesto l’applicazione dei domiciliari».
Il Riesame concorda con questo approccio alla vicenda che ha portato Romei in carcere con l’accusa peculato e truffa in concorso con due educatrici le quali in più occasioni gli hanno portato denaro in contanti. Somme che Romei aveva fatto transitare sul conto corrente di un’associazione di cui aveva fatto parte anche il Comune, ma che era stata chiusa, e su quello di una cooperativa sociale che gestisce un asilo. La guardia di finanza ha ricostruito più movimenti bancari avvenuti dal 2014 al 2017. Sembra che Romei sia riuscito a fare pagamenti con soldi pubblici per servizi inesistenti che riguardano gli asili anche quando l’attuale amministrazione comunale aveva scoperto le irregolarità contabili e aveva trasferito, con molte resistenze interne, il dipendente in un altro ufficio. Se questo fosse vero, farebbe aumentare i sospetti su una gestione e su un controllo non proprio adeguati alle necessità da parte degli uffici comunali che invece già da tempo avrebbero potuto scoprire che il Comune pagava ingenti somme per servizi degli asili (da 0 a 3 anni) e per progetti destinati ai disabili e mai realizzati.
Al momento non è chiaro se la difesa chiederà per Romei una perizia per accertare se l’uomo è affetto da ludopatia, visto che il dipendente, ora sospeso dal lavoro, ha dichiarato di avere speso i soldi, oltre 260mila euro, al gioco.
La guardia di finanza sta continuando le indagini partendo dall’esame dei materiali informatici sequestrati a Romei. Gli asili coinvolti e chi ha dato al nero, cioè in contanti, a Romei ingenti somme saranno sottoposti ad accurati controlli fiscali anche per capire come avvenivano i passaggi di denaro.
Tutto avveniva, stando alle persone coinvolte, alla luce del giorno. In maniera così semplice che nessuno se n’era mai accorto. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Fin dall’inizio abbiamo ravvisato questa sproporzione – dice l’avvocato – in quanto Romei ha reso piena confessione, ammettendo di avere preso il denaro e spiegando come questo avveniva. Per cui avevamo chiesto l’applicazione dei domiciliari».
Il Riesame concorda con questo approccio alla vicenda che ha portato Romei in carcere con l’accusa peculato e truffa in concorso con due educatrici le quali in più occasioni gli hanno portato denaro in contanti. Somme che Romei aveva fatto transitare sul conto corrente di un’associazione di cui aveva fatto parte anche il Comune, ma che era stata chiusa, e su quello di una cooperativa sociale che gestisce un asilo. La guardia di finanza ha ricostruito più movimenti bancari avvenuti dal 2014 al 2017. Sembra che Romei sia riuscito a fare pagamenti con soldi pubblici per servizi inesistenti che riguardano gli asili anche quando l’attuale amministrazione comunale aveva scoperto le irregolarità contabili e aveva trasferito, con molte resistenze interne, il dipendente in un altro ufficio. Se questo fosse vero, farebbe aumentare i sospetti su una gestione e su un controllo non proprio adeguati alle necessità da parte degli uffici comunali che invece già da tempo avrebbero potuto scoprire che il Comune pagava ingenti somme per servizi degli asili (da 0 a 3 anni) e per progetti destinati ai disabili e mai realizzati.
Al momento non è chiaro se la difesa chiederà per Romei una perizia per accertare se l’uomo è affetto da ludopatia, visto che il dipendente, ora sospeso dal lavoro, ha dichiarato di avere speso i soldi, oltre 260mila euro, al gioco.
La guardia di finanza sta continuando le indagini partendo dall’esame dei materiali informatici sequestrati a Romei. Gli asili coinvolti e chi ha dato al nero, cioè in contanti, a Romei ingenti somme saranno sottoposti ad accurati controlli fiscali anche per capire come avvenivano i passaggi di denaro.
Tutto avveniva, stando alle persone coinvolte, alla luce del giorno. In maniera così semplice che nessuno se n’era mai accorto. (s. c.)
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