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Dalla cava di Fauglia nuovi posti di lavoro 

Dalla cava di Fauglia nuovi posti di lavoro 

L’obiettivo è vendere 200mila metri cubi di materiale all’anno

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FAUGLIA. Torna a vivere la cava di Fauglia dopo anni di attività ridotta a causa della crisi dell’edilizia. Una ristrutturazione dovuta alla nuova gestione che ha visto subentrare la ditta Capater di Collesalvetti che ha investito due milioni di euro per il nuovo corso da 200mila tonnellate di materiale venduto nei prossimi sei anni come obiettivo economico e l’assunzione di tre operai e un ingegnere se il mercato risponderà secondo le aspettative.
L’area estrattiva è un gigante da un milione di metri cubi che vale dieci milioni di euro da cui sarà ricavata sabbia, argilla, pietrisco, limi e terra. Ma non sarà l’edilizia abitativa il principale punto di riferimento del mercato. «Non ci sarebbero le condizioni – ammette Giovandomenico Caridi, direttore dei lavori e responsabile della sicurezza – Le compravendite non vanno male, ma riguardano quasi tutte case già costruite. Ci saranno miglioramenti, secondo le stime degli operatori del settore, a partire dal 2018. Ma si tratta comunque di numeri non in grado di risollevare le sorti del comparto. Piuttosto, il nostro sbocco sarà quello della realizzazione e manutenzione di strade e con gruppi della grande distribuzione per l’edilizia commerciale». I tanti capannoni per centri commerciali, quindi, hanno ripercussioni positive, dal punto di vista economico e occupazionale, anche per il settore estrattivo.
È a questi comparti che Capater, che si occupa della movimentazione terra gestendo già una piccola cava a Collesalvetti, si rivolge per vendere i materiali estratti a Fauglia. Duecentomila metri cubi all’anno, appunto, in attesa di un eventuale richiesta di ampliamento da ulteriori 500mila metri cubi. «Il materiale di una cava si esaurisce – aggiunge Caridi – ed è chiaro che, in casi simili, si pensi a poter ampliare l’area estrattiva. A oggi, però, è solamente un’idea progettuale dovuta alle buone prospettive che abbiamo davanti».
La proprietà della cava è della famiglia Olivero che nella zona ha una fattoria, ma che ha come business principale la vendita di auto.
Pochi giorni fa si è svolta l’inaugurazione ufficiale col sindaco Carlo Carli, l’assessore comunale alla Protezione civile, Claudio Politi, il consigliere comunale Cirano Rossi, il dirigente del Comune Andrea Tognoni. La cava è inserita nel piano della Provincia di Pisa ed è dotata della pesa computerizzata, un sistema di videosorveglianza e illuminazione a led. «Tecnologia per un lavoro duro, ma che non deve impattare troppo sull’ambiente», dice ancora il direttore dei lavori.
Al momento il personale impiegato è di cinque unità e si tratta di dipendenti di Capater. «Per i numeri dal punto di vista occupazionale sono questi – sottolinea Giovandomenico Caridi – ma se le cose andranno come speriamo ci sarà spazio per assunzioni. È giusto guardare avanti con ottimismo, ma è altrettanto evidente la necessità di non fare passi avventati in un momento delicato per l’economia del nostro Paese».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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