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Il tartufo sbarca a Venezia a bordo dei food truck 

Il tartufo sbarca a Venezia a bordo dei food truck 

Forcoli: Savini s’insedia in Laguna e ai Gigli, dopo i cinque ristoranti già aperti Entro il prossimo anno è in programma l’inaugurazione di un locale all’estero

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FORCOLI. Quattro ristoranti aperti finora. Cinque se si aggiunge quello in zona Brera di cui ha acquisito la gestione diretta poco tempo fa. E ora altre due aperture. Tre se si considera il grande progetto di un locale all’estero che, al momento resta top secret.
La Savini tartufi di Forcoli allarga ulteriormente il tiro nel campo della ristorazione e si prepara a tagliare il nastro di “Ai banchi del mercato” all’interno del centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio. E, subito dopo, a inaugurare un food truck per l’area di Venezia. Tutto rigorosamente a base del prezioso tubero in due progetti legati all’esperienza maturata al Mercato centrale di Firenze, struttura in cui Savini è presente da tempo, così come a quello di Roma. Gli altri tre già aperti sono negli Nh hotel di Porta Rossa a Firenze e Palazzo Moscova a Milano. Quello in Brera, nella capitale meneghina, invece, è Tartufotto che la famiglia Savini aveva aperto in partnership con soci, ma di cui ha preso la gestione diretta lo scorso marzo.
In totale otto ristoranti aperti dal 2015, compreso quello all’estero che dovrebbe vedere la luce tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2018. Un’escalation di cui è protagonista Cristiano Savini, rappresentante della quarta generazione della famiglia di tartufai. Una sorta di Joe Bastianich della Valdera, con riferimento al protagonista di Masterchef che di professione fa il ristoratore. «È un accostamento un po’ azzardato – dice Savini – anche se lo spirito è quello. La nostra operazione è più legata al concetto di “bottega con ristoro”, legata al bar di Montanelli che aveva mio nonno e che era il punto di riferimento per i tartufai dell’epoca. È chiaro che il paragone si ferma al cambiamento dei tempi e agli ambienti in cui ci siamo insediati. Ma il lusso e la globalizzazione si basano sui principi antichi di chi faceva questo mestiere tanti anni fa. Il settore della ristorazione per noi rappresenta un investimento importante ma anche un ambiente su cui avremmo dovuto impiegare un po’ di tempo per conoscere a fondo. Incontrare di nuovo Dino Filippini, ex rappresentante di mio nonno su Firenze ci ha aiutato tantissimo per dare l’accelerata determinante».
Per l’apertura ai Gigli, Savini ha allestito una squadra di cinque persone che si occuperanno della cucina e della sala. Tutto personale che viene formato tra l’azienda di Forcoli e i locali sparsi in Italia. E proprio le visite alla sede della ditta di Montanelli è il termometro dell’ampliamento del raggio d’azione di Savini tartufi. «Cinque anni fa da noi venivano dalle 2.500 alle tremila persone – aggiunge – Oggi siamo a diecimila presenze all’anno».
Andreas Quirici

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di Redazione web