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Ferita in piazza San Carlo tra i tifosi 

Ferita in piazza San Carlo tra i tifosi 

Una cinquantenne di Fornacette travolta e calpestata. Il racconto degli amici dopo il caos

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FORNACETTE. Hanno sentito un botto fortissimo e poi una serie di altri botti che, nel panico generale, sono stati scambiati per spari. «Correvo a più non posso, pensavo a un attentato – racconta Rosa Parrella di Fornacette - Tutti in quel momento stavano correndo, chi cadeva veniva travolto e calpestato». C’erano anche numerosi pisani, tifosi della Juventus l’altra sera a Torino in piazza San Carlo, dove si è rischiata una strage, durante la finale di Champions League. Rosa era insieme al marito Roberto Di Benedetto - gestiscono il ristorante I Maggi a Buti - alla figlia ed ad altre due persone. Hanno vissuto un incubo e la loro amica, Monnalisa Paoli, cinquantenne di Fornacette, è rimasta ferita ed è stata soccorsa all’ospedale di Torino da cui è stata dimessa ieri mattina con costole rotte e una serie di tagli sulle braccia. «Adesso stiamo bene, ma che inferno, ci siamo persi tutti: terrore, rabbia, cadute, pseudo spari, ondate di gente che correva, siamo usciti dal pronto soccorso alle 5 stamani (ieri per chi legge), la nostra amica ha costole rotte e ferite», racconta Roberto. «Rosa e Matilde sono cadute ma fortunatamente sono riuscite a saltare le transenne, hanno evitato di essere travolte dall’ondata di folla che correva e urlava: “Stanno sparando dietro di noi, correte, correte. Un inferno totale a noi è andata benone grazie a Dio, stesso stato d’animo di un attentato, tutti persi, Matilde rifugiata in casa di una donna, Rosa in un bar, io in un condominio, telefoni che non funzionavano, gente che piangeva, sangue da tutte le parti, esperienza orribile,. Mai più nella folla. Siamo traumatizzati ma in piedi», aggiunge ancora Di Benedetto.
Potrebbe essere stato un ragazzo a petto nudo con lo zaino in spalla quello che, poco dopo il terzo gol del Real Madrid, ha contribuito a scatenare il panico in piazza San Carlo tra i tifosi che guardavano la partita sul maxi schermo.
Nella folla c’erano anche alcuni ragazzi di Capannoli che non sono rimasti feriti ma hanno raccontato la grande paura.
«Una vergogna – dice Rosa Parrella – non c’erano stati controlli, i venditori ambulanti davano da bere nelle bottiglie e per terra c’era un tappeto di vetri. Chi è stato travolto dalla folla ed è caduto si è tagliato oltre ad essere stato calpestato».(s.c.)
Altro servizio da pag. 2 a pag. 5

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