Attenzione
Valdera invasa dal quel suono inconfondibile
di Tommaso Silvi
Festa da Pontedera a Casciana Terme e Lari tra gite, rinfreschi e la sagra della ciliegia
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PONTEDERA. Hanno invaso corso Matteotti all’improvviso, suscitando la curiosità dei passanti. Un lungo corteo di modelli di Vespa e Ciao: da quelli tradizionali, che sembrano appena usciti dagli anni Sessanta e Settanta, a quelli elaborati e mascherati nei modi più originali. La sfilata è arrivata in centro poco dopo le 17,30 e i partecipanti si sono fermati in piazza Cavour, dove ad aspettarli c’era la musica di Spazialex Dj. I festeggiamenti per i cinquant’anni del Ciao hanno animato Pontedera per l’intera giornata. Perché l’inconfondibile suono del ciclomotore prodotto dal 1967 al 2006 si è fatto sentire in centro già in tarda mattinata, all’arrivo del gruppo di “ciasti” del Vespa Club Agrate Brianza, protagonisti della rievocazione della Biassono-Pontedera.
Una traversata compiuta per la prima volta nel 1967 da un gruppo di collaudatori Piaggio, mandati a Seregno, in Brianza, per mettere a punto il sistema di carburazione del Ciao prima del lancio sul mercato. Dopo aver affrontato in treno il viaggio d’andata, i collaudatori, una volta ricevuto l’ok da parte della Dellorto, azienda leader ancora oggi nel campo dei carburatori per moto e scooter, decisero di fare ritorno a Pontedera a bordo del Ciao. «Siamo partiti venerdì mattina da Biassono, a pochi chilometri dal vecchio stabilimento della Dellorto. È stato un viaggio lungo e abbiamo dovuto fare tappa a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, per evitare di viaggiare di notte», racconta Andrea Nesisti, vice presidente del Vespa Club Agrate Brianza, che prosegue: «L’idea del viaggio mi è nata dopo aver parlato con Giuseppe Cau, uno dei protagonisti della traversata. A lui promisi che per il cinquantesimo anno del Ciao avrei ripetuto l’impresa del 1967. L’anno scorso ho testato il percorso insieme a un amico, quest’anno l’ho fatto in compagnia del Vespa Club».
In cinquant’anni di storia, il Ciao si è evoluto sedici volte. Linee semplici e telaio minimale, ma un fascino che non conosce lo scorrere del tempo. «Piace perché è facile da guidare, perché ha il motore nascosto come molti prodotti Piaggio – spiega Nesisti – e perché ha fatto sognare generazioni di giovani. Milioni di italiani e non solo legano molte delle loro emozioni più grandi al Ciao».
Il compleanno del motorino che venne presentato al porto di Genova, su una lussuosa nave da crociera, negli ultimi giorni dell’ottobre del 1967 è andato avanti con un tour in Valdera aperto anche ai possessori di Vespa. Da piazza Cavour, la carovana ha proseguito verso l’alta Valdera, fermandosi a Casciana Terme, dove il vicesindaco Mattia Citi ha accolto i partecipanti al raduno con un ricco rinfresco, allestito in collaborazione con la Pro Loco, e a Lari, per una passata veloce all’interno della sagra della ciliegia.
E poi il gran finale. Ieri sera, sempre in piazza Cavour, amanti dei motori e non hanno seguito la finale di Champions League Juventus-Real Madrid su un maxi schermo, accompagnati da alcuni sketch di Spazialex Dj, che ha ricordato le varie trasformazioni del Ciao in parallelo ai tormentoni musicali, dagli anni Sessanta a oggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una traversata compiuta per la prima volta nel 1967 da un gruppo di collaudatori Piaggio, mandati a Seregno, in Brianza, per mettere a punto il sistema di carburazione del Ciao prima del lancio sul mercato. Dopo aver affrontato in treno il viaggio d’andata, i collaudatori, una volta ricevuto l’ok da parte della Dellorto, azienda leader ancora oggi nel campo dei carburatori per moto e scooter, decisero di fare ritorno a Pontedera a bordo del Ciao. «Siamo partiti venerdì mattina da Biassono, a pochi chilometri dal vecchio stabilimento della Dellorto. È stato un viaggio lungo e abbiamo dovuto fare tappa a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, per evitare di viaggiare di notte», racconta Andrea Nesisti, vice presidente del Vespa Club Agrate Brianza, che prosegue: «L’idea del viaggio mi è nata dopo aver parlato con Giuseppe Cau, uno dei protagonisti della traversata. A lui promisi che per il cinquantesimo anno del Ciao avrei ripetuto l’impresa del 1967. L’anno scorso ho testato il percorso insieme a un amico, quest’anno l’ho fatto in compagnia del Vespa Club».
In cinquant’anni di storia, il Ciao si è evoluto sedici volte. Linee semplici e telaio minimale, ma un fascino che non conosce lo scorrere del tempo. «Piace perché è facile da guidare, perché ha il motore nascosto come molti prodotti Piaggio – spiega Nesisti – e perché ha fatto sognare generazioni di giovani. Milioni di italiani e non solo legano molte delle loro emozioni più grandi al Ciao».
Il compleanno del motorino che venne presentato al porto di Genova, su una lussuosa nave da crociera, negli ultimi giorni dell’ottobre del 1967 è andato avanti con un tour in Valdera aperto anche ai possessori di Vespa. Da piazza Cavour, la carovana ha proseguito verso l’alta Valdera, fermandosi a Casciana Terme, dove il vicesindaco Mattia Citi ha accolto i partecipanti al raduno con un ricco rinfresco, allestito in collaborazione con la Pro Loco, e a Lari, per una passata veloce all’interno della sagra della ciliegia.
E poi il gran finale. Ieri sera, sempre in piazza Cavour, amanti dei motori e non hanno seguito la finale di Champions League Juventus-Real Madrid su un maxi schermo, accompagnati da alcuni sketch di Spazialex Dj, che ha ricordato le varie trasformazioni del Ciao in parallelo ai tormentoni musicali, dagli anni Sessanta a oggi.
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