Il Tirreno

Pontedera

Tra i conti in rosso spuntano vecchie polizze anti infortuni 

Tra i conti in rosso spuntano vecchie polizze anti infortuni 

Le avevano stipulate gli ex amministratori e l’ex direttore del Remaggi, ora sono state cancellate. Il bilancio il 30 giugno

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CASCINA. L’istituto Remaggi di Cascina non ha ancora approvato il bilancio consuntivo del 2016. A quasi un anno di distanza dall’insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione dell’azienda pubblica di servizi alla persona una serie di problemi, ereditati dalla precedente amministrazione, non sono ancora stati risolti anche perché per quasi un anno l’istituto è rimasto senza direttore generale e questo potrebbe avere aggravato la situazione.
Anche se il bilancio non è stato approvato si sa che chiuderà – data ultima quella del 30 giugno per non incorrere in sanzioni – con un rosso abbastanza pesante. Nel frattempo però sono stati tagliati i costi e cancellate alcune spese stravaganti. Una tra tante riguarda i costi annuali per la polizza anti infortuni che era stata sottoscritta dai vecchi amministratori dell’istituto e dall’ex direttore anche se la Corte dei Conti al riguardato è stata piuttosto chiara nel considerare questo tipo di polizza legata alla carica di amministratori di enti pubblici come inopportuna, specialmente se pagata con soldi pubblici come è avvenuto al Remaggi. Il contratto ora è stato disdetto ma resta un segnale di quella che è stata la gestione. E che peraltro stride con il fatto che i membri del Cda percepiscono un compenso di 30 euro a seduta, poco compatibile con la necessità di avere una polizia che copra dal rischio di infortuni. E proprio in questi giorni il consigliere socialista Fabio Poli, che ha presentato un’interrogazione sullo stato di salute dell’ex Ipab, ha fatto un accesso agli atti per conoscere come è stato nominato l’attuale direttore generale dell’ente. Nomina a dir poco tardiva visto che per mesi il Cda, che pare si sia riunito in maniera sporadica, non era riuscito a prendere una decisione. C’è da capire – i dipendenti sono ansiosi di conoscere le decisioni al riguardo – come gli amministratori decideranno di recuperare i soldi che nel corso degli anni sono stati pagati ai dipendenti ed ex dipendenti sotto forma di incentivi nel corso di 8 annualità, tra il 2007 ed il 2014, senza che ne avessero diritto. Tutti sanno che qualcuno ha sbagliato e che l’istituto deve recuperare 250mila euro circa. Ma nessuno sa come questo avverrà anche se ormai se ne parla dal febbraio scorso.
Ora è stato deciso di chiedere un parere legale – così è stato detto ai sindacati – per valutare se il Remaggi può chiedere indietro quei soldi o se sono caduti in “prescrizione” almeno i primi cinque anni. Il legale dovrà anche dire se emergono profili di responsabilità da parte dell’ex direttore e di chi amministrativa in quegli anni.
Sarà quindi interessante capire a quanto ammonta il rosso dell’azienda di cui i cittadini cascinesi, a differenza di quello che capita per il teatro e per il Polo scientifico e tecnologico, hanno solo vaghe notizie. La novità più recente riguarda le suore che ancora prestano servizio, dopo 100 anni, nell’istituto. A luglio andranno via non senza avere suscitato una pagina di polemica. Anche se le porte dell’azienda pubblica restano aperte nel caso altre religiose di altri ordini volessero prestare la loro opera in favore degli anziani. In questi giorni, dopo che è stata iniziata la riorganizzazione del personale e dei rapporti con le agenzie interinali, l’istituto ha pubblicato un bando per cercare operatori socio sanitari e infermieri da assumere a tempo determinato. (s. c.)
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